SPECIALE GIRO D’ITALIA – Ecco tutto quello che c’è da sapere sulla tappa di Reggio Calabria [DETTAGLI]

Di seguito vi proponiamo la presentazione della sesta tappa del Giro d’Italia, offerta dal sito ufficiale dell’evento.

INFO TECNICHE

Tappa sostanzialmente pianeggiante con alcune asperità nella prima parte e con arrivo finale in cima allo strappo di Terme Luigiane. Si parte da Reggio Calabria (prologo nel 2005 e sede di ben 9 tra partenze e arrivi) e i primi 190 km si svolgono su strada statale a carreggiata ampia e in alcuni tratti a scorrimento veloce priva di incroci a raso.


Si supera il GPM a Barritteri e il TV a Mileto. Dopo Marina di Fuscaldo breve salita ripida seguita da una discesa impegnativa che porta ai 15 km dall’arrivo. Da segnalare un tratto a carreggiata separata di circa 600 m e la discesa a tornanti ai 4 km dall’arrivo settato a Terme Luigiane (già sede di una partenza e quattro arrivi). Ultimi km: Salita finale di 2 km (media 5.3%) su strada larga ben pavimentata e senza sensibili cambi di direzione. Ultimo km con pendenze dal 5 al 10% con rettilineo finale lungo 500 m tutto in salita (fondo in asfalto, larghezza 6 m).

INFO TURISTICHE

Reggio Calabria, città della Fata Morgana, ha un aspetto molto moderno, con impianto urbanistico regolare, edifici ad altezza limitata e strade larghe e rettilinee a scacchiera, dovuto alla ricostruzione seguita al disastroso terremoto che, nel 1908, la rase al suolo. E’ rinomata per il  lungomare “Italo Falcomatà” sul quale nei mesi estivi si aprono numerosi lidi e locali. Parallelo a nord del lungomare corre l’elegante Corso Garibaldi, con i palazzi in stile liberty primo novecento, isola pedonale con i grandi negozi, le boutique delle grandi firme e le piazze monumentali, tra le quali spicca per elegante bellezza Piazza Italia, vera e propria agorà.

CUCINA

U “suffrittu”, frattaglie di vaccino in pezzetti stufate in salsa rossa e piccante, le salsicce secche o le soppressate, i “maccarruni”, pasta tipica condita con un ragù di carne di salsiccia, abbondante finocchietto, peperoncino ed con tanta ricotta stagionata e salata, la “pasta e cavolfiore” o “pasta e broccoli”, pasta con zucchine fritte, aglio e mollica, le “fave a maccu” fave secche, sgusciate cucinate con abbondante cipolla. Le “uova chi curcuci” preparate con le rimanenze della cottura delle carni meno pregiate del maiale. Tra i piatti di pesce il pesce spada è l’ingrediente più utilizzato proposto sotto forma di delicati involtini con ripieno di mollica, olive, capperi e prezzemolo cosparso di salmoriglio con abbondante aglio. Altri pesci molto utilizzati ed apprezzati sono le costardelle, piccoli pesci azzurri muniti di minuscola spada. La prelibatezza assoluta è rappresentata dalle frittelle di “nannata”, pesce azzurro neonato consumato con olio, limone, anche crudo. Tra i dolci tradizionali la “nzudda”.

Abitanti: 182.000 circa

Fondazione: venne fondata poco dopo la metà dell’VIII secolo a.C. (intorno al 730 a.C.) da genti calcidesi e messeniche; secondo il mito, fu l’oracolo di Delfi ad indicare loro il luogo dove fondare la nuova città.

Nome antico: Rhegion

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