Reggina, dal paradiso all’inferno in sei gare. Declino amaranto tra eccessivo entusiasmo e giovane presunzione

Dal paradiso all’inferno in sei partite (con l’aggiunta dell’eliminazione dalla Coppa Italia). Questa Reggina sembra aver perso la via della vittoria, della propositività e delle grandi prestazioni a cui ci aveva abituato all’inizio. La sconfitta di ieri contro il fanalino di coda Akragas ha portato la squadra di Maurizi a toccare il fondo agguantando malamente un’altra sconfitta, quella più brutta e pesante allo stato attuale. Una squadra che, dopo il Cosenza, è riuscita a far ‘resuscitare’ anche la squadra meno in forma (sia dal punto di vista calcistico che economico) del girone meridionale. La Reggina va ko al “De Simone” di Siracusa sotto il colpo di Salvemini che di certo non rifiuta il regalo difensivo di Laezza e incarta una vittoria che in casa akragantina manca dal 23 Settembre e spezza il filotto di 7 sconfitte consecutive. Filotto negativo collezionato invece dalla Reggina che non vince da 6 gare (Coppa Italia compresa). Approccio e atteggiamento alla gara sbagliato e una città offesa secondo quanto annuncia il presidente Praticò: ““Non so da dove parte questa sconfitta, dico soltanto che il mister ha pienamente ragione, perché stasera con questa prestazione noi, noi, non loro, perché quando si perde si perde tutti assieme, noi abbiamo offeso una società e una città. E mi fermo qui. Abbiamo offeso la società è una città stasera”. 

Una gara dove sono mancati i principi indotti da sempre da Maurizi (quali grinta e propositività) oltre che azioni pericolose (eccetto 2-3 guizzi), idee e schemi di gioco. Una brutta e inaspettata sconfitta che è di fatto arrivata nella giornata in cui la Reggina ha dovuto fare a meno di due pezzi pregiati e fondamentali del proprio organico. La squadra amaranto dimostra ancora una volta di essere dipendente da Bianchimano e De Francesco, anche se sappiamo perfettamente che ciò non dovrebbe accadere per un semplice motivo ed un interrogativo che sorge nella mente di tutti: che identità avrà questa squadra quando i due calciatori (già seguiti da società di categorie superiori) andranno via ? Sappiamo tutti che il capitano, molto probabilmente, non rinnoverà (del resto come Porcino) e l’attaccante scuola Milan ha già offerte dalla cadetteria, quindi non ci dilunghiamo su questo. Tornando alla gara di ieri, crediamo fortemente che la squadra amaranto schierata in campo non abbia capito l’importanza della partita, persa contro una squadra professionistica la cui società inesistente ha provveduto (tanto per esempio) ad acquistare una quarantina di panini imbottiti per far pranzare squadra e staff il giorno della gara (con tutto il rispetto possibile per la società akragantina). Una Reggina irriconoscibile rispetto alle altre gare che non riesce a vincere anche contro avversari più che abbordabili. Bisogna capire l’epicentro del problema e risolverlo perchè sarebbe impensabile pensare che tutto quello di buono visto fino ad ora si sia disperso nell’aria o che sia stato frutto del caso. Un problema che sembra essere sorto nel momento migliore ed entusiasmante della stagione: la gara vinta in extremis contro il Catania, come dichiarato anche da mister Maurizi. La grande vittoria nel derby contro gli etnei avrebbe dovuto dare una grande dose di entusiasmo che si è però tramutata in presunzione e spensieratezza (anche e soprattutto per via della giovane età della rosa). È evidente che si è sbagliato a gestire il momento di entusiasmo schizzato alle stelle nel dopo-Catania. Un periodo di crisi già visto nella scorsa stagione (post Caserta) ma che, d’altronde, non altera quello che è l’obiettivo prestabilito ad inizio stagione: la salvezza. La distanza tra playoff e playout è la stessa (3 punti). Adesso bisogna solo sapere a quale zona la Reggina si voglia avvicinare di più, e ciò si saprà a partire dalla prossima gara contro la Sicula Leonzio dove un altro passo falso potrà far capire tante cose. Nel calcio, come nella vita, vi sono opinioni e dati di fatto: l’opinione di molti, in questo momento, è che la Reggina sia una grande squadra (per quanto dimostrato) con grandi potenzialità. Il dato di fatto, però, è che questa squadra si trova in una posizione di classifica che non le si addice, seppur in linea con l’obiettivo, con diverse prestazioni incolore alle spalle.

Abbiamo elogiato la squadra quando lo ha meritato (e continueremo a farlo), adesso, però, è arrivato anche il momento delle critiche, ovviamente costruttive e nel massimo rispetto verso tutti, di chi ha a cuore le sorti di questa squadra e di questa società. La Reggina (con la sconfitta di ieri) ha toccato il fondo dal quale, ci auguriamo, possa prendere la spinta per risalire.

Leggi anche:

Lascia un commento