Ex Reggina, Amoruso: “Reggina ? Servono sforzi economici importanti. Sulla storica salvezza…”

Dal 2005 al 2008: tre stagioni intense all’insegna del gol e di tante, tantissime emozioni. Nicola Amoruso, detto “Nick Dinamite” o “Nick piede caldo”, ha passato anni indimenticabili a Reggio Calabria con la maglia della Reggina, con la quale ha conquistato tre salvezze consecutive (tra cui quella storica della stagione 2006-2007). Nelle tre stagioni in amaranto, l’attaccante pugliese ha totalizzato 96 presenze (massimo di presenze ottenute in una squadra e, per giunta, tutte in Serie A) e 40 reti. Più prolifica (rispetto alle altre) la seconda annata, ovvero quella della storica salvezza dal -11, dove Amoruso realizzò 17 reti classificandosi insieme a Rolando Bianchi come la coppia più prolifica del campionato (35 reti in due). È proprio con la squadra amaranto Amoruso riuscì a raggiungere un risultato importante: le 100 reti in Serie A nella gara contro il Catania. Gol scolpiti nel cuore dei tifosi reggini e stagioni da protagonista in amaranto: Amoruso è sicuramente uno dei più forti attaccanti arrivati a Reggio Calabria. L’ex calciatore, attuale ds e agente di alcuni giovani calciatori, è stato ospite insieme a Gianluca Atzori (CLICCA QUI PER LEGGERE LE SUE DICHIARAZIONI) alla puntata Fair Play & Football condotta da Paolo Amedeo e Attilio Malena in onda ogni lunedì su Sportitalia. Le parole di Amoruso:

“Sono un reggino di adozione, un cittadino onorario. Questo fa capire quanto sia grande il legame alla città, ai tifosi e alla storia della Reggina.
 
Quelli trascorsi a Reggio sono stati tre anni molto belli e intensi, qualcuno un po più sofferto ma sempre nella massima serie in un contesto favoloso. Reggio, soprattutto in quegli anni, era una piazza dove il calcio era al centro di tutto e dove vi era una società che operava molto bene.

Ovunque io vada incontro tifosi della Reggina con i quali ricordiamo i bei momenti. Con Reggio e con i reggini ho un legame che non si è mai spezzato e mai si spezzerà.

Mi auguro di rivedere al più presto la Reggina in campionati più importanti anche se c’è da dire che nei campionati minori vi è un calcio di sofferenza dove è difficile investire. Mi auguro che ci possa essere qualcuno che prenda a cuore la storia della Reggina. Sò gli sforzi che sta facendo il presidente Praticò che cerca di fare il possibile ma ci vogliono sforzi economici importanti perchè Reggio è una piazza molto importante. Facciamo un grosso in bocca al lupo alla società.

Sulla storica salvezza del -11 – Ricordo il giorno in cui arrivò la notizia della penalizzazione, eravamo scioccati e increduli. Partimmo dalla voglia di compiere un’impresa, passo dopo passo. Avevamo una buona con un allenatore importante ma avevamo soprattutto delle grandi motivazioni. Partita dopo partita abbiamo preso la giusta consapevolezza per arrivare fino in fondo e compiere un’impresa. Oltre al risultato c’era anche la prestazione di qualità e quando c’è quella, la maggior parte delle volte, arrivano anche i risultati. L’anno dopo in tanti andarono via: Bianchi al Manchester City, Mesto al Genoa e tanti altri… . È stata un’annata indimenticabile che è entrata nella storia. Avevamo un allenatore motivato e capace ed una squadra che lo seguiva molto bene. Ho avuto tanti allenatore e lui, a mio parere, è uno dei più validi. Secondo me ha avuto poca fortuna ma è un allenatore che riesce a coinvolgere bene i propri giocatori ed ha idee che spesso hanno portato a risultati importanti.

Su Gianluca Atzori – L’ho visto allenare a Reggio quando ero responsabile e devo dire che ha grandi capacità e idee molto valide. È un allenatore che merita, spero di vederlo al più presto in una panchina importante.”

(Immagine: Maurizio Laganà per Getty Images)

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