ESCLUSIVA – Matteo D’Alessandro a ReggioInforma.net: “A Reggio l’apice della mia carriera. Potessi rigiocare, mi mangerei il Granillo…”

Ultimo acuto in maglia amaranto nella stagione 2013, ma il suo modo di giocare e la sua grinta in campo, a Reggio, non l’hanno dimenticata. Stiamo parlando di Matteo D’Alessandro, terzino classe ’89 che ha collezionato 45 presenze e una rete con la maglia amaranto dal 2011 al 2013 (Serie B). La prima rete in maglia amaranto, D’Alessandro l’ha realizzata al “Braglia” contro il Modena nell’extra-time (rete che valse il 3-3 finale.

Nella giornata in cui la Reggina ha compiuto il suo 104° compleanno, D’Alessandro si è concesso ai nostri microfoni parlando un del suo passato in amaranto e sul suo presente.

A seguire, le risposte di D’Alessandro alle nostre domande:

La Reggina compie 104 anni. Cosa ti senti di dirle ?

Faccio i miei più sinceri auguri alla Reggina. È una società storica e pluricentenaria e quindi merita da parte di tutti quelli che vi hanno giocato un ricordo e un augurio.

Sul tuo passato a Reggio ?

Di Reggio ho ricordi bellissimi perchè con la Reggina ho raggiunto l’apice della mia carriera. Ricordo tantissima gente intorno a quella che possiamo definire “una fede” piuttosto che una squadra. Ho ottimi ricordi di tanti ex compagni, con alcuni ancora mi ci sento.

Segui ancora la Reggina ?

Sto seguendo un pochino la Reggina. Era partita bene anche se adesso si trova in una posizione medio-bassa della classifica. Personalmente non seguo totalmente le vicissitudini dei giocatori. Essendo fuori ci si disinnamora un po, anche se seguo lo stesso, in generale, la squadra.

Auguro alla Reggina di salvarsi anche se per me la Reggina merita di fare la Serie A vista la città, la tifoseria e visto quello che ho vissuto io a Reggio perchè mi sembrava di stare in Serie A.

Cosa è successo dopo la tua esperienza in riva allo Stretto ?

Dopo la Reggina le cose non sono andate bene. Ho fatto delle scelte sbagliate ed ho preso qualche bastonata come il fallimento di Monza. Sto cercando da capire cosa fare da grande perchè non credo che il calcio sia l’ambiente giusto per me e per il mio carattere nonostante il fatto che mi piace giocarci ed il fatto che ci ho giocato a buon livello con le miei qualità e senza che nessuno mi regalasse niente.

Ho avuto tante chiamate dalla Serie D che è una categoria che non ho mai fatto e per tanti motivi ho deciso di non scendere di categoria ma aspettare quantomeno la Serie C. Forse non ho mai avuto il carattere per stare in questo mondo (del calcio, ndr). Adesso qualcosina si sta muovendo, valuterò se scendere di categoria altrimenti farò qualcos’altro, non morirò di fame (ride ndr).

Vestire la maglia della Reggina è una responsabilità perchè è una maglia che sa di storia e di gloria. Quello stadio ha visto passare tanti campioni. Se avessi la fortuna di poter rigiocare alla Reggina mi mangerei il Granillo. Dico solo di giocare con il cuore, come ho fatto io, e spero che questo la gente lo abbia apprezzato.

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Roberto Foti / Antonio Calafiore

(Immagine: Facebook Matteo D’Alessandro)

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