Buon Compleanno Reggina! Una storia e un sentimento lungo 104 anni

11 Gennaio 1914 – 11 Gennaio 2018: 104 anni di storia, amore e passione a tinte amaranto

Gioie e dolori, emozioni indescrivibili e delusioni, soddisfazioni e rammarichi. In 104 anni di storia, la Reggina ci ha abituati a tutto ciò. Dal 1914 ad oggi (11 Gennaio 2018), da Granillo a Praticò passando per Foti, Benedetto, Ascioti e Matacena (ecc…), la Reggina era, è e resterà della gente di Reggio Calabria, dei reggini.

Tutto iniziò in quel lontano 11 Gennaio 1914, quando 61 impiegati pubblici fondarono l’Unione Sportiva Reggio Calabria sottoscrivendo un atto collettivo con il quale si impegnavano al versamento annuo di una quota di quindici lire a testa. Poi, con il passare degli anni, i successi, i cambi di denominazione, di presidenti, la scalata dalla D alla A e via dicendo.

Una Reggina che sin da subito è stata dei tifosi. Quei tifosi che sin da subito hanno sviluppato un senso d’appartenenza verso quella che, per loro, era (e per molti è ancora) più di una semplice squadra di calcio.

Dai campi di provincia a San Siro e agli altri palcoscenici di Serie A. Squadre come Inter, Milan, Juventus, Roma e Napoli (ecc…) che hanno calcato il terreno del “Granillo”, uscendoci, qualche volta, sconfitti.

Persone molto competenti, futuri campioni del mondo e calciatori che si sono affermati in ambito nazionale ed internazionale sono passati dalla Reggina. Pirlo, Cozza, Nakamura, Savoldi, Perrotta, Franceschini, Bonazzoli, Bianchi, Mesto, Amoruso e chi più ne ha più ne metta.

Calciatori che hanno dato l’anima per la maglia amaranto. Già, il colore amaranto. Quel colore che dal 1924 è diventato sinonimo di Reggina, amore e passione, e che ha fatto innamorare generazioni e generazioni di tifosi. Generazioni che sono state legate tra di esse da un unico amore, da un’unica passione: la Reggina. Di padre in figlio, per oltre un secolo.

Perché la Reggina è un interesse collettivo. Una Reggina senza la quale la domenica non avrebbe senso. Un boccone al volo, il biglietto del match, la sciarpa al collo e la partenza verso lo stadio, un punto di ritrovo e di divertimento. “Chi fici a Reggina?”, chi non ha mai sentito questa esclamazione…

Perchè la Reggina – come sosteneva l’indimenticabile Nonna Maria – è come la famiglia.

Una Reggina che nei momenti difficili ha saputo togliere la corona e mettere l’armatura, lottando per la sua gente, per i tifosi, per la città di Reggio Calabria. Una città ornata di amaranto nei festeggiamenti. Una città che vive di calcio e che ha affascinato più volte tutt’Italia.

Una città e una squadra, la Reggina, che per storia e blasone non merita la categoria in cui milita. Ad oggi, celebrando il 104° compleanno della squadra amaranto, auguriamo un roseo futuro alla Reggina, con l’augurio che possa tornare a militare nelle categorie che merita.

Chiudiamo dicendo, dal profondo del cuore, tanti auguri Reggina!

Leggi anche:

Lascia un commento