Svezia-Italia 1-0: decide Johansson (e De Rossi). A San Siro serve la rimonta, ma bisogna cambiare atteggiamento…

Termina 1-0 la gara tra Svezia e Italia, match d’andata dei playoff per la qualificazione ai mondiali di Russia 2018 in scena alla Friends Arena di Stoccolma. 

COSÌ IN CAMPO

3-5-2 per Ventura con Buffon tra i pali e la BBC schierata in difesa. A destra Candreva, a sinistra Darmian, Verratti, De Rossi e Parolo interni di centrocampo. Immobile e Belotti le due punte con quest’ultimo che sostituisce l’infortunato Zaza.

4-4-2 invece per Andersson che sceglie Krafth, Lindelof, Granqvist e Augustinsson davanti a Olsen. Claesson, Ekdal, Larsson e Forsberg a centrocampo con Toivonen e Berg coppia offensiva.

IL PRIMO TEMPO

La voglia di partecipare al mondiale di Russia 2018 è davvero tanta da parte di Italia e Svezia, ma solo una squadra vi parteciperà. Dunque, parte subito forte la partita in terra svedese agli occhi di circa 50.000 spettatori (di cui 1.000 italiani). Svezia che iniza sicuramente con una marcia in più rispetto agli azzurri. Più cattiveria per i gialloblù che dimostrano più decisione e più determinazione degli azzurri. Svedesi che non ritirano la gamba negli interventi, Italia più timida nella costruzione e che non accentua al pressing. Prima occasione che però capita agli azzurri con un colpo di testa di Belotti, su cross di Darmian, che va di un soffio al lato dal palo e si spegne sul fondo (6′). Due minuti più tardi risponde la Svezia con Toivonen che con un tiro potente da fuori area manda il pallone di poco sul fondo alla destra di Buffon. Italia che subisce (e non poco) le ripartenze e le giocate di Emil Forsberg, fantasista classe ’91 del Lipsia con grandissima tecnica, tattica, qualità, velocità ed intelligenza. Ventura che dovrà fare a meno di Marco Verratti nella gara di ritorno in programma lunedì 13 Novembre a San Siro per via dell’ammonizione rimediata nella prima frazione (il centrocampista era in diffida). Gara che termina dunque a reti inviolate in questa prima frazione.

 

SECONDO TEMPO

Inizia diversamente la ripresa dal punto di vista della determinazione da parte degli azzurri ma con la stessa (anzi più intensa) aggressività. Tensione tra azzurri e gialloblù con i primi che lamentano giustamente una serie di interventi duri e scorretti, puniti solo ed esclusivamente con calci di punizione. È proprio subito dopo queste “scintille” tra le due compagini, che la Svezia riesce a trovare il gol del vantaggio grazie ad un tiro di Johansson sporcato da De Rossi che, di fatto, cambia direzione e spiazza Buffon. Gol che sembra aver scosso, se pur di poco, l’Italia che al ’70 fa paura alla Svezia con un tiro da fuori area di Darmian che si stampa sul palo e torna in campo. La Svezia pressa, l’Italia stringe i denti e cerca di costruire come può. Azzurri che però non riescono a sfondare neanche con gli innesti di Eder e Insigne. Un secondo tempo bloccato sul piano del gioco e privo di occasioni da gol. Evidenti le difficoltà che hanno impedito all’Italia di imporre il proprio gioco e creare occasioni da gol. Una squadra, quella di Ventura, che ha più volte sbagliato passaggi elementari e che ha sempre faticato a servire i propri attaccanti con lanci dalla difesa rivelatisi impotenti davanti alla stragrande fisicità degli uomini di Andersson.

La Svezia è più aggressiva e decisa, l’Italia è troppo timida ed impotente dinnanzi agli avversari. Così in campo sarà difficile arrivare ai mondiali (e farvi bella figura). A San Siro bisognerà ribaltare il risultato in 90 minuti che si preannunciano “di fuoco”. Ai calciatori azzurri e, in primis, al mister Ventura servirà una totale rivoluzione mentale perchè la gara di ritorno contro la Svezia si dovrà giocare anche e soprattutto sul piano mentale. Lunedì 13 Novembre ci sarà dunque la classica “partita della vita”. Una partita dove ne vanno di mezzo le sorti dell’Italia al prossimo mondiale e dove vincere è d’obbligo. Una partita da vincere perchè non si può immaginare un mondiale senza l’Italia, l’Italia ci deve essere!

(Immagine – Anders Wiklund/AFP/Getty Images)

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