Reggio Calabria: “L’ITE Piria non può morire cosi” – L’appello degli alunni e dei docenti a ReggioInforma

Non può morire cosi, non lo meritiamo.” Iniziano tutti cosi, gli appelli degli oltre 1000 studenti dell’ITE Piria di Reggio Calabria, che opera attualmente in due sedi: la “Centrale” situata in Via Marina bassa, e il “Distaccamento” in Via Pensilvania.

Secondo quanto ci è stato riferito, l’istituto, ad oggi presieduto dal’ingegnere Ugo Neri, sarà accorpato nell’arco di poco tempo, all’istituto “Ferrari-Da Empoli“, divenendo cosi: “ITE Piria-Ferrari-Da Empoli“, perdendo cosi la propria identità e verosimilmente anche la propria sede distaccata che prima descrivevamo.

Interpellato ai nostri microfoni, ecco le dichiarazioni del rappresentante d’istituto del Piria, Giovanni Panella: “Ci è giunta poco fa la notizia dell’approvazione dell’accorpamento degli istituti tecnici economici ITE Piria e Ferraris-Da Empoli. Tutto ciò creerà uno scompiglio generale all’interno della scuola perchè a noi non sta bene di perdere il nostro nome (il nuovo complesso si chiamerà “ITE Piria-Ferraris-Da Empoli” ndr.), perdere la nostra identità e soprattutto non avere delle certezze a cui siamo abituati. L’identità dei ragazzi si forma all’interno delle scuole, e se andrà persa anche questa, i ragazzi non sapranno più in che cosa rifugiarsi. Noi non possiamo permettere tutto ciò soprattutto per quello che la scuola ha fatto per noi in questi anni. Combatteremo per la NOSTRA scuola, i NOSTRI docenti  e tutto il personale che ci è stato vicino in questi anni. Il Piria è una famiglia, e non può morire cosi.”

Ecco adesso le parole del Professore Fortunato Malavenda, insegnante del Piria: “Sono contrario a quest’accorpamento con l’istituto Ferraris-Da Empoli, e con tutto il rispetto verso gli altri ragazzi frequentanti quest’ultima scuola dico che è corretto che ognuno abbia la propria identità. La nostra scuola ha lavorato sempre con la massima dedizione nei confronti della città collaborando ogni qual volta è stato necessario, ad esempio in occasione dell’arrivo delle navi da crociera dove sono stati presenti i nostri Steward e Hostess d’accoglienza (sia nei giorni feriali che festivi), o ancora in occasione delle varie mostre effettuate presso il Castello Aragonese, la Pinacoteca, i vari video promozionali della città o ancora all’inaugurazione del Museo Nazionale con la partecipazione del Ministro Franceschini e il Premier, ormai ex, Renzi. Ricordiamo anche l’inaugurazione del reparto di  Cardiochirurgia all’ospedale alla presenza del Ministro Lorenzin. I nostri ragazzi sono stati lodati sia per serietà che per partecipazione e professionalità. Ecco il perché ne facciamo una questione di dignità ed identità. Il nostro Sindaco, nonostante avesse tramite il suo delegato affermato, durante la conferenza dei servizi del 29 Novembre 2017, che la nostra scuola avrebbe mantenuto la piena autonomia ha invece rimescolato le carte, con un emendamento dell’ultimo minuto, probabilmente per altri fini.”

Queste le dichiarazioni del Preside del Piria, ingegnere Ugo Neri: “Il Piria è una scuola storica di questa città. Per me è certamente una scuola a cui tengo, dato che ho assunto la dirigenza di una delle scuole più importanti della città. Fin quando sarò qui darò il meglio della mia opera. Riguardo quest’accorpamento dico dell’identità del Piria che è molto forte. Bisogna ricordarsi che Ferraris e Da Empoli sono istituti tecnici e commerciali, nati dallo scorporo col Piria, data la grande crescita. Poi il processo è andato all’inverso, per il decremento demografico. Tutto è nato dal Piria e ritorna al Piria, ovvero l’istituto storico di questa città. Non esprimo una valutazione in termini di vantaggio o svantaggio, va fatta una valutazione tecnica: se ci fosse stata necessità di accorpamento, sarebbe dovuta esserci qualche anno fa, e non parlo di un paio di anni fa, ma molto prima. Tutto questo per rispettare il dettato della legge; non è stato fatto, non ne conosciamo le ragioni.”

Ecco per finire le dichiarazioni della vicepreside Grazia Maria Condello: “Il punto saliente è che questa scuola, cosi come ci richiedeva la legge 107, ovvero quella conosciuta come “Buona Scuola”, ha costruito insieme al proprio dirigente scolastico il piano dell’offerta formativa triennale, partito l’anno scorso e che si concluderà un altr’anno. Quindi accadrà che chi ha vissuto la costruzione di questo piano, probabilmente non ci sarà più, ed al suo posto ci sarà qualcuno che non ha vissuto, collaborato e condiviso e ne conosce questo piano dell’offerta formativa. Aggiungo che la nostra amarezza sta nel fatto che ad oggi il Sindaco della Città Metropolitana non ci ha ascoltato, non siamo riusciti ad avere un appuntamento con lui per un confronto costruttivo e programmatico per la crescita sul nostro territorio di una comunità educante che è punto di riferimento per tantissime famiglie.”

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