Poste italiane nel caos, assume tutti e poi li manda a casa (dettagli)

Prosegue lo strano piano aziendale della ormai privata, società per azioni: “Poste Italiane s.p.a” che, malgrado assunga a ritmi vertiginosi, è anche la prima azienda a licenziare i propri operatori, tendenzialmente portalettere o sportellisti, costituiti da ragazzi brillanti, laureati o diplomati con il massimo dei voti, che vengono impiegati dall’azienda nei periodi che generalmente vanno a collocarsi fra le ferie estive/invernali, oppure nelle esigenze, se pur isolate, di ferie o assenze temporanee.

Poste Italiane è quindi la prima azienda che non solo assume a ritmi vertiginosi ma che, di fatto, assume senza concorsi; i cosiddetti portalettere vengono integrati tramite una selezione periodica tra le candidature nelle posizioni aperte del portale.
Troviamo quindi da un lato milioni di ragazzi che ogni anno, oppure per i più “fortunati” ogni 30 (di recente alzato a 36 mesi), vengono mandati a casa, senza poter pretendere nulla, poiché questo contratto è regolarissimo e conforme al Jobs Act, capolavoro del Governo Renzi, che ha falsato le statistiche sulla disoccupazione giovanile, illudendo così facendo milioni di giovani ogni anno.

Al lavoro in quest’ultimo periodo i sindacati di Cisl e Uil, che devono pur tenere in conto la delicata situazione di SDA, ma quella è un’altra storia nel carosello italiano.

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