L’ITE Piria scende in piazza: “L’accorpamento è una scelta politica, non tecnica. E’ una vergogna, non meritiamo questa morte. ” [FOTO e VIDEO]

IL PUNTO DELLA SITUAZIONE

IERI – Il Piria si schiera contro la scelta dell’accorpamento con l’istituto “Ferraris-Da Empoli” (CLICCA QUI). A seguito del nostro articolo, è arrivata nel pomeriggio, anche la risposta della Città Metropolitana, con un comunicato ufficiale (CLICCA QUI).

COSA E’ ACCADUTO 

OGGI – L’ITE Piria scende in piazza. Tutti gli studenti dell’istituto reggino, nessuno escluso, hanno scioperato contro questa scelta, manifestando le loro idee a Piazza Italia, di fronte al Palazzo della Provincia. Striscioni, cartelloni e cori, hanno fatto da cornice ai ragazzi e ai docenti.

E’ una vergogna, siamo una famiglia, non meritiamo questa morte” Questo il grido che univa i presenti, che poi siamo andati ad interpellare singolarmente ai nostri microfoni.

Queste, le dichiarazioni del Professore Malavenda, docente del Piria: “Siamo qui per protestare e farci sentire. L’istituto più antico di Reggio, ad oggi è stato accorpato al Ferraris-Da Empoli, perdendo la propria identità. Dal primo Settembre, per l’esattezza, si chiamerebbe Piria-Ferraris-Da Empoli. Premesso che contro gli altri due istituti non abbiamo nulla, siamo tutti colleghi, ci mancherebbe e siamo tutte scuole da rispettare, ma ci teniamo alla nostra idenitità. Poi pare che tutto questo sia stato fatto per spostarci dalla zona Nord, che per noi e per la città è fondamentale. Quindi per una soluzione di immobile si è calpestata l’identità di una scuola. Siamo scesi in piazza perchè ancora ci sono i tempi tecnici per sistemare le cose.”

Queste le dichiarazioni di Antonio Marziale, garante per l’infanzia: “L’unica vera risorsa dove potersi affrancare è la scuola, intesa anche come struttura. Io da decenni mi batto affinchè le scuole della Calabria rimangano aperte anche dove c’è un solo bambino. E allora non accetto questa politica di contenimento dei costi, che penalizza la vera risorsa per poter uscire dai problemi che ci circondano. Parlano di mafia dalla mattina alla sera, fanno le campagne elettorali sulla mafia e poi trascurano l’arma più importante che è la scuola. La vostra battaglia è la mia battaglia. Farò tutto ciò che è previsto dalle mie peculiarità d’ufficio per starvi vicino. Gli studenti non devono sapere soltanto vita e morte di Garibaldi, ma devono partecipare attivamente ai problemi della collettività, e questo è un grande problema. Chiederò di essere ricevuto dal ministro Fedeli, e per quanto sono convinto che ne capiate più voi di scuola di lei, ci proverò.”

Professore Claudio Crupi, docente del Piria: “E’ stato creato un disastro quest’accorpamento. Si perderà la continuità didattica e si cambieranno una serie di insegnanti. Verrebbe sostituito il personale amministrativo e si perderebbe anche il bacino d’utenza. E’ stato fatto passare come risparmio per le casse della città, ma questo non è assolutamente vero perchè prima di questo ridimensionamento, c’era già un altro piano, che la Città Metropolitana aveva stabilito con una Commissione Professionale, che si era messa in contatto con tutti “gli attori principali” e che serviva a risolvere tutti i vari problemi senza scontentare nessuno, ovvero l’unione del Ferraris con il Boccioni-Fermi, che aveva chiesto il ridimensionamento e quindi aveva la possibilità di assorbire i ragazzi all’interno della propria struttura, liberando il plesso di Modena (che poteva essere utilizzato per vari aspetti.) Tutto questo avrebbe permesso di mantenere la nostra identità (Piria) senza sconvolgere. La scelta fatta adesso, invece, ha scontentato tutti e ha provocato i danni peggiori che poteva provocare sul territorio. La scelta non è tecnica ma politica. Vogliamo sapere le variabili che l’hanno pilotata. Questo stiamo cercando di far capire alla città.”

 

Professore Antonello Pensabene, docente del Piria: “Il problema è all’ordine del giorno, ed è inutile ribadirlo. Quello che mi sento di dire è che non si può mirare una scuola per un problema di plesso, o di istituto (quello in Via Pensilvania ndr.). I docenti sanno che i ragazzi hanno ragione, non possono perdere di punto in bianco docenti e personale che hanno contribuito alla loro crescita. Il mio auspicio è che l’amministrazione comunale faccia un passo indietro, riprendendo in mano la vecchia delibera, accorpando il Ferraris al Boccioni.”

Di seguito le dichiarazioni di alcuni studenti della scuola ai nostri microfoni:

Alessia Dascola: “Non sono d’accordo, il Piria deve mantenere la propria identità.”

Marco Minniti: “Siamo qui per protestare contro l’accorpamento, noi siamo il Piria e dobbiamo mantenere la nostra identità.

Francesca Loddo: “Ci lamentiamo sempre che la nostra città viene criticata dall’esterno spesso anche dal punto di vista educativo, bisognerebbe ammettere che alle volte le critiche ce le meritiamo tutte: Il Piria ha una storia tutta sua grazie anche alle persone che si sono impegnate sino ad oggi per renderlo ciò che è. Non si può accettare dunque che quest’ultimo si unisca ad un altro istituto perchè ciò vorrebbe dire perdere parte dell’identità della mia scuola.”

Seguiranno aggiornamenti…

 

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