Reggio Calabria – Delibera antifascista deliberata in Commissione Statuto e Regolamenti

Mai più concessioni di immobili, sale istituzionali, spazi pubblici e strutture comunali, anche destinate ad attività sportive, teatrali, spettacolistiche, culturali o di rappresentanza, ad organizzazioni o associazioni che si richiamano in maniera diretta all’ideologia fascista, anche attraverso linguaggi, rituali, simboli, o che facciano riferimento a discriminazioni razziali, etniche, religiose, sessuali, di lingua o di opinioni politiche.

E’ il contenuto della delibera approvata dalla Commissione Statuto e Regolamenti del Comune di Reggio Calabria, guidata dal Presidente Demetrio Marino, che nei giorni scorsi ha dato il via libera, a maggioranza, alla proposta.

« Il Comune di Reggio Calabria mette al bando il fascismo in ogni sua forma – ha spiegato il Presidente Martino a margine della seduta – anche quando l’ideologia razzista e xenofoba si ammanta attraverso sigle e movimenti apparentemente democratici.

Le cronache nazionali degli ultimi giorni hanno riportato all’attenzione dell’opinione pubblica una problematica nient’affatto superata » .

« L’azione squadrista rivendicata da Forza Nuova presso la sede de La Repubblica è solo l’ultimo episodio, in ordine di tempo, che dovrebbe preoccupare le istituzioni democratiche del Paese.

Ritengo importante che le forze politiche dell’intero arco parlamentare abbiano voluto condannare apertamente quell’atto, ma ritengo che sia nostro compito, da istituzioni, quello di definire provvedimenti concreti che pongano un argine a difesa del diritto, secondo i principi espressi dalla Costituzione antifascista » .

Secondo la delibera approvata in Commissione, che andrà nelle prossime settimane all’esame del Consiglio Comunale, tutte “le domande per la concessione di spazi ed aree pubbliche dovranno contenere la specifica dichiarazione con la quale il richiedente attesti di essere a conoscenza e di impegnarsi a rispettare la XII disposizione transitoria e finale della Costituzione Italiana secondo la quale è vietata la riorganizzazione sotto qualsiasi forma del disciolto partito fascista; l’articolo 3 della Costituzione Italiana; la legge n° 645 del 20 giugno del 1952; la legge n° 654 del 13 ottobre 1975; la legge N° 205 del 25 giugno 1993 ed i principi espressi nell’articolo 293 bis del Codice Penale introdotto dalla proposta di legge Fiano”.

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