“Pronto un centro specialistico per risolvere la piaga dell’emigrazione sanitaria dei pazienti emodialitici”

“Un centro dialitico extraospedaliero da 18 posti letto da realizzare a Reggio Calabria, disponibile ed operativo in appena tre mesi, per risolvere l’annosa problematica dei disagi dei pazienti emodialitici costretti quotidianamente a spostarsi lontano dalla città per raggiungere i centri specializzati in altre aree della Calabria o addirittura di Messina”.

E’ questo il contenuto della proposta avanzata a mezzo posta elettronica certificata al Prefetto di Reggio Calabria, all’Asp e Dipartimento Salute della Regione Calabria, da parte della Società SS Medici Srl, azienda specializzata nel comparto sanitario che ha già investito sul territorio di Reggio Calabria.

“La progettualità proposta – si legge nella missiva – prevede, in un contesto ben umanizzato, la reale possibilità di offrire, in ambiente protetto, risposte assistenziali per tutti i pazienti emodialitici del territorio geofunzionale dell’ASP di Reggio Calabria, e per essa del Comune Reggio Calabria, oggi, costretti a subire gli inevitabili disagi insiti in una complessa, e difficile, migrazione sanitaria”.

Da qualche settimana è attivo presso la Prefettura un tavolo tecnico di concertazione con S.E. il Prefetto trattante l’attuale criticità, diffusamente presente, nel territorio dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Reggio Calabria riferita alla grave problematica sanitaria che coinvolge molti dei pazienti reggini bisognosi di trattamenti dialitici costretti a penose, e disagevoli, migrazioni extraregionali per avere garantita la risposta alla vitale domanda di assistenza sanitaria, costituzionalmente, loro dovuta.

“Questa Società – scrivono i rappresentanti di SS Medici Srl – riconosciuta leader nazionale nel settore dell’erogazione di prestazioni dialitiche, ha trasmesso istanza, già dal mese di Febbraio 2017, al Dipartimento Tutela alla Salute della Regione Calabria, tendente ad ottenere la preliminare verifica di compatibilità sanitaria, normativamente prevista, per la realizzazione di un Centro Dialitico Extraospedaliero per N. 18 posti letto tecnici previsto nel Comune di Reggio Calabria. L’istanza è stata trasmessa con riferimento all’art. 8 ter del Decreto Legislativo N, 502/92 e s.m.i., nel pieno rispetto delle norme, delle procedura, e degli strumenti di programmazione sanitaria vigenti, con il fine di poter, concretamente, e in tempi brevi ( 3 mesi) risolvere tangibilmente la grave problematica”.

“Il dovuto rispetto ai tempi scanditi da una farraginosa procedura amministrativa, avviata da ben 9 mesi, nei confronti degli organi regionali a ciò delegati, ci ha imposto di attendere, fiduciosi, la definizione del complesso iter istruttorio avviato – scrivono ancora i rappresentanti dell’azienda – eppure, in siffatte gravi condizioni alla istanza, correttamente prodotta, si è ricevuto un primo riscontro parzialmente negativo avendo il Dipartimento Tutela alla Salute ancorato il richiesto parere ad una preliminare “esplicitazione del fabbisogno” che per l’Azienda Sanitaria di Reggio Calabria, a dire della Regione, non risulta essere stato conclamato”.

“A questo punto è lecito chiedersi come possa essere possibile, nell’attuale scenario normativo, sospendere l’iniziativa privata e, a gran voce illudere gli assistiti di una imminente attivazione di 15 posti letto dialitici in ambiente pubblico. Si vuol far credere che l’esplicitazione dello specifico fabbisogno di trattamenti dialitici sia un vincolo insuperabile di fronte all’iniziativa privata, mentre rappresenti una opportunità per la struttura pubblica. Deve, però, evidenziarsi che i processi amministrativi propedeutici alla fase di realizzazione coinvolgono, alla stessa stregua, il pubblico ed il privato, nella preliminare verifica di compatibilità con lo strumento di programmazione sanitaria, imposta dall’art. 8 ter del Decr. Leg.vo 502/1999”.

“Eppure – prosegue ancora la lettera – l’istanza prodotta trovava, e trova, il suo oggettivo riscontro nei contenuti dello strumento di pianificazione sanitaria emanato con DPGR 170, adottato dalla stessa Regione Calabria in data 9/10/2012, quale unico, ed in atto valido, strumento di programmazione regionale vigente per la specifica tematica che, di fatto, nel conclamare le diffuse criticità del sistema dialitico regionale, impone alle AASSPP, ove è presente una forte migrazione sanitaria (come è l’ASP di Reggio Calabria), l’avvio di mirate iniziative per colmare il forte gap esistente tra la specifica domanda di bisogno sanitario e la capacità del sistema pubblico di dare le adeguate risposte assistenziali. Ed ancora, il successivo DCA N. 14 del 2/4/2015, approvativo del Programma Operativo 2013/2015 per la Regione Calabria, sancisce la inderogabile necessità di potenziare l’attività dialitica preesistente, con la finalità di recuperare la mobilità extra regionale e razionalizzare la distribuzione dei punti dialisi, attraverso una complessiva riorganizzazione della rete territoriale da ottenere con provvedimenti di riassetto di tutte le reti assistenziali, e ciò in piena coerenza con quanto specificatamente previsto dal Patto per la Salute 2014-2016, i cui tempi di adozione avrebbero dovuto dare i dovuti riscontri dal parte dell’Ufficio del Commissario ad Acta, delegato al Piano di Rientro, entro la data del 31/3/2017, così come previsto al punto 3.2 del DCA N. 113 del 3/11/2016”.

“Pur in presenza di tale, grave, ritardo accumulato dagli organismi regionali nel definire compiutamente la fase di riorganizzazione delle rete territoriale e, nelle more dei provvedimenti citati, è nel pieno rispetto dei contenuti del citato DPGR 170/2012, che si è proposto la realizzazione di un nuovo punto di erogazione di prestazioni in campo dialitico. Siamo, infatti, fermamente convinti che per affrontare, e risolvere, le diffuse criticità esistenti nel territorio della Città Metropolitana di Reggio Calabria in materia di trattamenti dialitici non siano utili impropri proclami, sia umanamente scorretto promettere, offensivo offrire vaghe disponibilità, strumentale coinvolgere organi istituzionali, bensì, a nostro sommesso giudizio, occorre operare con competenza e professionalità atteso che la delicata problematica suggerisce di operare sinergicamente, e con discrezione, per dare, in tempi brevi, le più giuste risposte ai bisogni assistenziali che provengono dal territorio reggino”.

“Lungi da noi qualsiasi vena polemica e, certamente, dispiace dover intervenire per difendere legittimi interessi tutelati, altresì, nel percorso amministrativo previsto dalla Legge Regionale 24/2008, ma, si ritiene doverlo fare non per mero proselitismo di parte ma solo per stimolare le più idonee considerazioni alle assurde giustificative ricevute come risposta ad una concreta proposta tendente alla fattiva risoluzione del diffuso, esistente, disagio per gli assistiti del Comune di Reggio Calabria. Preme infine evidenziare che non vi è alcuna intenzione di individuare responsabilità ma solo l’invito a voler, con maggiore pragmatismo, affrontare incisivamente la problematica e consentire, si ribadisce, nel pieno e assoluto rispetto degli strumenti di programmazione sanitaria, e delle norme che ne governano l’attuazione, di porre a soluzioni la grave situazione esistente”.

“Ciò posto con la presente – conclude la lettera – ci si dichiara pianamente disponibili per un incontro finalizzato ad illustrare l’iniziativa proposta e, nel contempo, fornire i più aderenti, e corretti, elementi per riportare l’intera problematica in un alveo sicuramente più reale e, certamente, fattivo della esistente opportunità di affrontare e risolvere la grave problematica esistente nel territorio dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Reggio Calabria e, per essa nel Comune di Reggio Calabria così da procedersi, con l’urgenza che il caso richiede, alla valutazione/programmazione del fabbisogno di assistenza specialistica su base territoriale, quale attività indispensabile per consentire una disamina più aderente, corretta, e normativamente giusta della proposta prospettata con l’istanza acquisita agli atti del Dipartimento Tutela alla Salute della Regione Calabria al prot. 54947 del 20/2/2017”.

Comunicato stampa

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