Politeama Siracusa: quando la cultura viene uccisa dal marketing

Che amarezza…

E’ questo a primo avviso quello che ci sentiamo di esprimere, amarezza e rassegnazione, per quello che è sempre stato, storicamente parlando, il cineteatro di Reggio Calabria, uno dei più antichi della città, patrimonio di una cultura intrinseca nella nostra stessa storia, che adesso è stato banalmente ceduto a Zuiki, una catena d’abbigliamento che non contribuirà certamente al progresso della Reggio “bella e gentile” alla quale diversi politicanti facevano cenno nelle pseudo campagne elettorali.

Uno schiaffo allo stile Liberty

E’ quello che è stato commesso alla città di Reggio Calabria, che si è vista orfana, di quello che è sempre stato edificio cardine del fiorente stile liberty o meglio della cosidetta “Art Nouveau” anni 20′,  movimento artistico, che si speccchia in molti storici edifici del Corso Garibaldi, ove il Politeama Siracusa trovava locazione.

Ecco brevemente la sua storia riportata da Wikipedia, del primo Cineteatro post ricostruzione:

Il Cinema Teatro “Siracusa” con annesso il Gran Caffè “Siracusa”, progettato nel 1921 in stile liberty dagli ingegneri Barbaro e Canova, impreziosito con alcuni bassorilievi dello scultore reggino Ezio Roscitano, venne realizzato nell’area dove, prima del sisma del 1908, iniziava il percorso tortuoso della Salita Santa Lucia.
All’incrocio tra il Corso Garibaldi e la via 2 settembre si apriva, ad angolo tondo, una porta girevole che consentiva l’ingresso al caffè, da dove si poteva accedere al Politeama, che si affaccia sul Corso con diversi ingressi.
Sul Corso, una ringhiera in ferro ornata di fiori, piuttosto bassa e munita di cancello, delimitava il marciapiedi dove tanta gente aveva l’abitudine di sostare per ascoltare la musica eseguita dal maestro Nino Battaglia e dalla brava violinista soprannominata “Sci Sciò”.
I tavolini erano sempre occupati dallo stesso gruppo di “Viveurs” e di personaggi in vista con idee molto aperte ed inclini a quelle piacevolezze che la vita offriva e che loro non si facevano sfuggire. In città il Caffè-Cinema Siracusa fece sempre parlare di sé non solo per i bohémiens che lo frequentavano, ma anche per i tradizionali veglioni di Carnevale e di San Silvestro, per le celebrazioni di ricorrenze fasciste, per la conferenze di illustri personaggi della cultura del tempo e per le famose compagnie teatrali che calcavano le sue scene, tra i quali: Angelo Musco, Ruggero Ruggeri, Achille Maieroni, Gualtiero Turniati, Memo Bernassi, Macario, Wanda Osiris.
Il Politeama Siracusa venne inaugurato il 22 dicembre 1922 con la messa in scena dell’opera Otello.

Alcuni politici locali hanno affermato, avvalendosi di chissà quale ragionamento astrale, che è una proprietà privata, come tale quindi, può essere banalmente ceduta o locata.

Ecco, chi ha questa visione del cineteatro, non può neanche lontanamente auspicarsi di far politica, qualsiasi sia il suo orientamento, perchè il Siracusa, non può e non deve essere considerato come proprietà privata, appartiene a Reggio e in quanto tale e di tutti i reggini.

E’ pur vero che questo scempio è frutto di una cattiva gestione politica del cineteatro,  di fondi spesso assenti o inconsistenti che hanno portato a questo tragico risultato, la realtà dei fatti è che molte persone hanno riempito proprio in questi ultimi giorni il cineteatro, non come luogo di cultura ma come negozio, è probabile infatti che fino a qualche giorno fa, le stesse persone non conoscevano o meglio ignoravano l’esistenza di questo luogo così pieno di cultura e valori.

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