ESCLUSIVA – Danilo Cucinotti a ReggioInforma.net: “Escluso dal nuovo staff. Giuffrida? Chi sputa la maglia amaranto…”

In neroverde ma con l’amaranto nelle vene. Danilo Cucinotti, un reggino che ha coronato il suo sogno: vestire la maglia della Reggina e giocare al ”Granillo” di Reggio Calabria. Messina, Valle Grecanica, Acireale, Bocale e Hinterreggio prima di vestire la maglia della sua città, quella per la quale fa il tifo sin da bambino. Due stagioni in amaranto con la nuova Reggina targata Praticò caratterizzate da un raggiungimento dei play-off in Serie D (con successivo ripescaggio) ed una grande salvezza in Lega Pro. Poi l’addio. La rivoluzione amaranto dell’estate 2017 ha coinvolto anche lui. Lui che, oltre ad essere uno dei pochissimi ”superstiti” del passaggio dalla D alla C, si è affermato come grande uomo-spogliatoio oltre che lottatore in mezzo al campo. A dargli quel qualcosa in più rispetto agli altri, a livello di stimoli, sono state sicuramente le sue origini. Reggino doc, Cucinotti ha difeso i colori amaranto dal primo all’ultimo giorno della sua esperienza calcistica con la Reggina, terminata nel mese di Giugno. Il difensore classe ’90, in seguito allo svincolamento del club amaranto, è sceso di categoria, precisamente alla Palmese.

Nonostante ciò, il suo legame con la Reggina e con la Città di Reggio è ancora forte, tanto da seguire sempre la squadra amaranto e restare in contatto con la famiglia Praticò. Questo pomeriggio abbiamo avuto il piacere di sentirlo e, con la disponibilità che lo contraddistingue, si è concesso ai nostri microfoni rispondendo alle nostre domande.

A seguire, l’intervista integrale:

Danilo Cucinotti, svincolato dalla Reggina a Luglio, è approdato alla Palmese nel mese di Ottobre. Palmese che adesso si trova in una zona delicata della classifica del girone I di Serie D, dove occupa il terzultimo posto con 12 punti in 17 giornate (17 se non fosse stato per i 5 punti di penalizzazione). Ecco, come giudichi la tua stagione fino ad ora e come ti trovi, appunto, nel club neroverde ?

Prima di approdare in neroverde ho fatto molte valutazioni. Prima mi sono guardato intorno pensando più al Professionismo, e quindi quello che poteva essere il mio approdo in Lega Pro che poi per tanti fattori non è avvenuto. Poi mi sono guardato intorno nel mercato dilettantistico e l’unica proposta che faceva al mio caso è stata quella della Palmese anche perché Palmi è una piazza importante. Uscendo da una piazza come Reggio è molto difficile trovare nuove motivazioni e nuove ambizioni specialmente in un calcio dilettantistico dove ci sono piazze un pò particolari. La chiamata che faceva al mio caso era quella della Palmese dove il presidente Carbone mi ha fatto dire ‘’si’’ subito e mi ha fatto credere al progetto neroverde. Adesso ci troviamo in una posizione di classifica delicata ma stiamo lavorando intensamente per il girone di ritorno che sarà tutt’altro campionato. Sappiamo di poter raggiungere l’obiettivo prefissato.

Periodo pieno di valutazioni prima di approdare alla Palmese, se non sbaglio c’è stato anche l’interesse della Virtus Francavilla in estate…

Si, ma oltre alla Virtus Francavilla c’è stata anche la chiamata del Siracusa, dove conosco bene i fratelli Cutrufo. Io, però, aspettavo solo la risposta della Reggina che era la squadra in cui volevo fortemente rimanere. Secondo la nuova gestione tecnico-tattica non rientravo nel progetto, anche con molto rammarico della famiglia Praticò, i quali mi volevano tenere a tutti i costi. Evidentemente non rientravo nei piani di questa gestione tecnico-tattica ma sono sicuro che rientravo alla grande in quelli della famiglia Praticò. Con loro sono in contatto tutt’ora, mi sento con il figlio del presidente (Giuseppe Praticò, Cda Reggina 1914, ndr) e c’è un ottimo rapporto, peccato che si è dovuto interrompere a causa del nuovo staff tecnico e dirigenziale perché anche con il coordinatore (Basile, ndr) non c’è stato un grandissimo feeling. Mi sono scappate dalle mani occasioni importanti come quella della Virtus Francavilla e del Siracusa.

Passiamo dal neroverde all’amaranto, partendo dal principio della tua esperienza con la maglia della Reggina. Sei stato uno dei pochi che hanno giocato sia in D che in C con la nuova Reggina targata Praticò. Dopo il raggiungimento dei playoff nel primo anno (con successivo ripescaggio) e la salvezza raggiunta alla penultima giornata della scorsa stagione, è arrivata la non-conferma per quest’anno. Essendo reggino doc e legato alla Reggina sin da bambino, come hai preso l’esclusione ? E come è avvenuta visto che qualche settimana prima era impensabile ?

Sembrerà strano ma ancora non ci posso credere, però fa parte del calcio. Per un reggino come me e per un tifoso quale sono, non mi sarei mai aspettato un esclusione del genere. Tutti i tifosi sanno quello che ho dato all’interno di questa società che ho visto nascere e crescere sin dall’inizio (quando ancora si chiamava Reggio Calabria), abbiamo fatto dei sacrifici enormi e sono stato uno dei pochi a giocare sia in D che in C. Ho dato tutto me stesso dentro al campo ma soprattutto fuori. A mio parere potevo rientrare benissimo in questo nuovo progetto, però, ripeto, fa parte del calcio.

Danilo, passiamo invece al campo ed ai risultati che ha ottenuto quella Reggina. La scorsa stagione siete passati da spacciati (dopo il girone di andata chiuso con 15 punti) a salvi (con un girone di ritorno da 30 e lode possiamo dire) raggiungendo una straordinaria salvezza e andando vicini ai play-off. Cos’era successo a quella Reggina dopo la gara di Caserta ? C’erano problematiche all’interno dello spogliatoio oppure era solo un calo fisico e mentale ?

Dopo il 2-2 di Caserta c’è stato un declino psicologico, non è stato un problema di spogliatoio. Ho cercato, riuscendoci, di tenere tutti tranquilli perché in momenti difficili si possono scaturire delle tensioni. Però sono stato bravo, io insieme a qualche altro veterano come Coralli, Botta e qualche altro, a tenere sereno e tranquillo l’ambiente così da permetterci di lavorare in maniera tranquilla e di riprendere il 2017 alla grande così come è stato. Abbiamo chiuso a quota 45 punti andando vicino ai play-off (meno due punti) e lì ci siamo anche mangiati le mani perché potevamo raggiungerli i play-off. Stavamo vivendo un bel momento perché andavamo in campo spensierati e vincevamo. Abbiamo fatto un girone di ritorno da quarti in classifica, eravamo un gruppo fantastico come pochi nella mia carriera, perché prima di essere calciatori eravamo uomini, il che rendeva tutto più facile.

A proposito di veterani: tu sei stato un vero e proprio leader dello spogliatoio nella scorsa stagione insieme ai vari Botta e Coralli. Ad oggi, alla Reggina, manca una figura calcistica di esperienza come te che prenda in mano le redini della squadra nei momenti di difficoltà (una persona con una certa personalità, da leader). Quanto è importante una figura del genere ?

Secondo me una figura così è importantissima e lo abbiamo sentito anche da qualche dichiarazione dei dirigenti che manca un leader vero e proprio, che manca qualcosa all’interno dello spogliatoio. Quest’anno è stata ringiovanita tutta la rosa, con elementi giovani di grande qualità a mio avviso, ma è chiaro che nei momenti di difficoltà il giovane ha bisogno  di qualche figura di riferimento all’interno della squadra che gli trasmetta tranquillità. Quando non è così è chiaro che i ragazzi vadano in difficoltà perdendo, come è avvenuto, diverse partite. L’anno scorso tanti ragazzi andavano da Botta, andavano da Coralli e venivano da me, avevano dei punti di riferimento che secondo me è quello che manca alla Reggina di oggi. Sono convinto che con qualche punto di riferimento questa Reggina avrebbe potuto fare alla grande perchè ci sono giovani di valore. Qualche punto di riferimento avrebbe potuto dare una maggiore spinta a questi ragazzi. Potevamo esserci (si riferisce a lui e ad altri elememti della scorsa stagione, ndr), però pazienza. Spero che la Reggina esca il prima possibile da quella zona bruttissima di classifica. A me fa male vedere la Reggina in quella posizione di classifica, fa male come faceva male l’anno scorso. Spero che possano fare lo stesso cammino che abbiamo fatto noi lo scorso anno.

Quest’anno, appunto, è stata costruita una rosa molto giovane con elementi di qualità. Che impressione ti ha fatto questa squadra ? Hai avuto modo di vedere qualche partita ?

Non sono andato allo stadio ma qualche partita l’ho seguita tramite Sportube ed ho visto tantissimi giovani di valore. Oltre a Porcino, De Francesco e Bianchimano che avevano fatto già un grande lavoro la scorsa stagione, ho visto giovani di grande qualità come Tulissi, Marino, Bezziccheri e Di Livio. Sono quelli che mi hanno impressionato di più.

Quattro ko e otto gare totali senza vittorie prima del successo di Catanzaro. Pensi che uno dei motivi del calo di squadra sia dato anche dall’assenza del tifo organizzato ? A voi ha dato una grossa mano la scorsa stagione…

Sicuramente il tifo della Curva conta tanto. L’anno scorso tante partite le hanno vinte loro. Anche le grandi squadre facevano fatica perché i nostri tifosi spingevano dal primo all’ultimo minuto e secondo me questo è un fattore molto importante che manca quest’anno perchè è da una vita che i tifosi della Reggina portano punti. Vedere quegli spalti vuoti fa male, una Curva Sud senza tifo organizzato mi rammarica tanto.Tanti tifosi sono amici miei da una vita e non vederli al campo onestamente mi rattrista. La squadra secondo me ne risente tantissimo di questo perchè la forza della squadra sono i tifosi. È una difficoltà in più…

Anche se si tratta di due organici diversi, reputi più forte la Reggina di quest’anno o quella della scorsa stagione ?

Secondo me sono due campionati diversi. Tante squadre che lo scorso anno erano delle corazzate quest’anno non ci sono (come Matera e Fondi). Secondo me era più forte il campionato dello scorso anno rispetto a quello di quest’anno. Non so dire quale Reggina sia più forte perchè è un campionato diverso rispetto a quello dello scorso anno. Tante squadre dello scorso anno mancano. Secondo me si è indebolito il campionato.

Danilo, a proposito della scorsa stagione: c’è qualche aneddoto o ricordo particolare legato a quella Reggina ?

Nella scorsa stagione a noi ha giovato molto la sosta. Non mi potrò mai dimenticare la sconfitta di Messina del 29 Dicembre perchè per un reggino è bruttissimo perdere un derby. È come perdere Inter-Milan per un milanista/interista. Perdere a Messina dopo aver vinto contro il Fondi prima di Natale è stato un tracollo pazzesco anche se nella sfortuna siamo stati fortunati visto che subito dopo vi era la sosta. Abbiamo iniziato il 2017 subito con il piede giusto battendo l’Akragas in casa, partita dove abbiamo indossato la maglia celebrativa dei 103 anni di storia e da lì è iniziato il cammino positivo.

 

Danilo, la Reggina ha piazzato il primo colpo di mercato, ovvero Giovanni Giuffrida. Non abbiamo potuto fare a meno di vedere il post che hai pubblicato tramite la tua pagina Facebook riguardante, appunto, il neo acquisto amaranto. La tua reazione è stata tale per via dei fatti di Vibo ma, precisamente, cosa è successo a Vibo Valentia la scorsa stagione ?

Secondo me è un giocatore molto particolare. Ci ho giocato sempre contro e non sono mai andato d’accordo con lui, forse perchè abbiamo due caratteri molto forti. Non mi è piaciuto il suo comportamento a Vibo, solo il suo. Nonostante quel giorno avesse vinto la partita è partito con tantissimi insulti e sputi, tutti sanno quello che ha fatto. Per me personalmente, per come si è comportato nei confronti della maglia amaranto, non è degno di indossarla. Perchè uno che sputa su una maglia e poi dice di essere onorato di indossarla, è una cosa che non sta nè in cielo e nè in terra. Ho espresso la mia opinione su Facebook ma se lo dovessi incontrare glielo dirò in faccia. Penso ci siano milioni di giocatori forti, non solo lui. Per come la penso io, da reggino e da tifoso, non lo avrei preso. Può essere un grande giocatore e non lo metto in dubbio visto il curriculum, io giudico solo il suo comportamento nei nostri confronti, nei confronti della famiglia Praticò e nei confronti della nostra maglia.

Tornando alla scorsa stagione: l’anno scorso hai conosciuto un calciatore con cui hai stretto un grande rapporto di amicizia, ovvero Claudio Coralli. Che ci dici di lui ? Vi sentite spesso ? Parlate ancora di Reggina ?

Con Ciccio ho un rapporto bellissimo e fortissimo sin dal primo giorno. Ci sentiamo quasi tutti i giorni e parliamo spesso di Reggina. Mi racconta sempre le sue esperienze e ha classificato quella di Reggio come una delle più belle, anche lui voleva rimanere. Con lui ho un rapporto fantastico tantoché quest’estate ho avuto l’onore ed il piacere di battezzargli la bambina quindi lascio immaginare in che rapporti siamo dopo un anno calcistico. Siamo sempre in contatto e seguiamo entrambi la Reggina.

Danilo, abbiamo parlato del tuo passato in amaranto e del tuo presente in neroverde, ma parliamo anche del tuo futuro. Cosa faresti nel caso in cui la Reggina dovesse chiamare ?

Se la Reggina dovesse chiamare è chiaro che valuterò alla grande perchè è sempre la Reggina quindi si lasciano da parte quelli che sono stati gli screzi perchè quando chiama la Reggina bisogna essere sempre pronti per dare una mano. Però ripeto, qui a Palmi sto veramente bene e la società non mi fa mancare nulla. Ad oggi mancano un po i risultati che però, a mio parere, arriveranno perchè con il tecnico Pellicori si lavora abbastanza bene e intensamente. Per ora penso alla Palmese e se ci dovessero essere offerte le valuterò insieme alla società neroverde che ha creduto molto in me.

Vuoi lanciare un appello ai tifosi amaranto ?

Ai tifosi amaranto dico di stare più vicino, non solo ai giocatori e alla società, ma soprattutto alla maglia. Siamo in un periodo storico in cui anche la città è in difficoltà ma dobbiamo stare più vicini ai colori amaranto e cercare di essere un po più numerosi allo stadio perchè vedere lo stadio semi-vuoto mi addolora tanto. Quello che dico loro è di lasciare stare le chiacchiere e stare più vicini alla Reggina.

Ringraziamo Danilo Cucinotti per la disponibilità mostrata e la società U.S. Palmese 1912 per la gentile concessione dell’intervista. 

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