Reggio Calabria, confiscate opere d’arte a “re videopoker” [DETTAGLI]

''Piazza d'Italia'', un quadro di Giorgio De Chirico confiscato a Gioacchino Campolo, 73 anni, legato alle cosche di 'ndrangheta piu' influenti di Reggio Calabria e che sta scontando una condanna a 18 anni per estorsione aggravata dalle modalità mafiose. La Guardia di Finanza gli ha confiscato beni per un valore di oltre 330 milioni di euro e tra questi ci sono 119 quadri di valore. Campolo aveva appese alle pareti di casa tele di Dalì, De Chirico, Guttuso, Migneco, Ligabue, Fontana, Sironi e Cascella. Una vera e propria mania, quella di Campolo, che lo aveva indotto ad investire proprio nell'acquisto di quadri dei maggiori pittori italiani una parte consistente degli enormi proventi che otteneva con il videopoker. ANSA / US GUARDIA DI FINANZA ++NO SALES EDITORIAL USE ONLY++
''Piazza d'Italia'', un quadro di Giorgio De Chirico confiscato a Gioacchino Campolo, 73 anni, legato alle cosche di 'ndrangheta piu' influenti di Reggio Calabria e che sta scontando una condanna a 18 anni per estorsione aggravata dalle modalità mafiose. La Guardia di Finanza gli ha confiscato beni per un valore di oltre 330 milioni di euro e tra questi ci sono 119 quadri di valore. Campolo aveva appese alle pareti di casa tele di Dalì, De Chirico, Guttuso, Migneco, Ligabue, Fontana, Sironi e Cascella. Una vera e propria mania, quella di Campolo, che lo aveva indotto ad investire proprio nell'acquisto di quadri dei maggiori pittori italiani una parte consistente degli enormi proventi che otteneva con il videopoker. ANSA / US GUARDIA DI FINANZA ++NO SALES EDITORIAL USE ONLY++

Quattro opere d’arte in marmo di un valore stimato di 150 mila euro sono state confiscate all’imprenditore reggino Gioacchino Campolo, noto come il “re dei videopoker”, ritenuto contiguo a cosche di ‘ndrangheta e condannato in via definitiva a 16 anni di reclusione per estorsione aggravata dal metodo mafioso. Il provvedimento è stato eseguito dai finanzieri del Comando provinciale di Reggio e dai carabinieri del Nucleo tutela patrimonio culturale di Cosenza. Si tratta di un altare chiesastico – fontana da chiesa, composto da 6 pezzi; due statue raffiguranti un personaggio maschile e uno femminile; una cornice – porticina di tabernacolo. Le opere sono esposte a palazzo Crupi di Reggio – insieme a 125 dipinti già confiscati a Campolo – nell’ambito di una mostra permanente delle opere confiscate alla mafia. A Campolo, negli anni scorsi, sono stati sequestrate – e molte confiscate – opere d’arte per 432 milioni di euro tra le quali dipinti di de Chirico, Fontana, Guttuso, Dalì, Sironi e Carrà.

Lo riporta ANSA

You may also like...

Lascia una risposta