25 Aprile: Il contributo della Marina Militare Italiana alla liberazione

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Durante la Guerra di Liberazione grande fu il contributo dato dalla Marina con gli oltre 10.000 uomini immolatisi, sia a bordo sia a terra, tra l’8 settembre 1943 e l’8 maggio 1945, in combattimento così come nella silenziosa resistenza tra quanti furono fatti prigionieri dai Tedeschi a Venezia, Pola, in Francia, nei Balcani, in Grecia, a Creta, in Egeo, molto spesso dopo aver duramente combattuto, e successivamente internati in Germania, Polonia, Austria, Francia e Jugoslavia.
In regime di cobelligeranza, la Marina Italiana eseguì 63.398 missioni, percorrendo 4.518.175 miglia, pari a 209 volte la lunghezza dell’Equatore; il naviglio perduto ammontò a 24 unità, per un totale di 6.959 tonnellate, senza contare i mezzi requisiti dai tedeschi e le 199 navi e battelli da guerra in allestimento che furono sabotati affinché non cadessero nelle mani del nemico.
L’impegno e il sacrificio del personale della Regia Marina, venne riconosciuto con la concessione di 52 Medaglie d’Oro al Valore Militare e di circa 3.000 decorazioni al valore.
I fatti sono dettagliatamente riportati nel libro La partecipazione della Marina alla guerra di liberazione (8 settembre 1943 – 15 settembre 1945) di Giuliano Manzari, pubblicato nel 2015 dall’Ufficio Storico della Marina.
Uno dei luoghi simbolo della Guerra di Liberazione è il campo di concentramento di Fossoli.
In tale campo fu internato, insieme ad altri militari, il capitano di fregata della Regia Marina Jerzy (Giorgio) SAS Kulczycki, eminente figura della Resistenza militare nell’Italia settentrionale, decorato di Medaglia d’Oro al Valore Militare.
Di seguito la biografia tratta dal volume Uomini della Marina 1861-1946. Dizionario biografico, pubblicato nel 2015 dall’Ufficio Storico della Marina Militare.
Capitano di fregata, Medaglia d’oro al valore militare alla memoria, Medaglia di bronzo al valore militare sul campo, Cavaliere dell’ordine della Corona d’Italia. Nato a Roma il 24 dicembre 1905, fu ammesso nel 1921 all’Accademia Navale di Livorno, conseguendo la nomina a guardiamarina nel 1927. Promosso sottotenente di vascello nel 1929 e tenente di vascello nel 1932 ebbe imbarchi su navi da battaglia, e nel periodo 1928-1929 fu destinato in Cina, al distaccamento R. Marina di Tien Sin.
Conseguita la specializzazione nel servizio artiglieria ebbe poi lunghi imbarchi come direttore del tiro sugli esploratori Augusto Riboty (1931-1932), Tigre (1932-1934) e sull’incrociatore Bartolomeo Colleoni (1934-1937). Dopo il comando di torpediniere, promosso capitano di corvetta nel 1939, imbarcò sulla corazzata Littorio quale 1° direttore del tiro ove lo colse l’entrata dell’Italia nel secondo conflitto mondiale (10 giugno 1940).
Per il tempestivo approntamento del servizio artiglieria e per il suo comportamento in occasione dell’incursione aerea britannica su Taranto (12 novembre 1940) ricevette due encomi solenni; una medaglia di bronzo al valore militare sul campo gli fu conferita in occasione dello scontro della 2a Sirte (27 novembre 1940). Promosso capitano di fregata nel gennaio 1943 fu colto dall’armistizio dell’8 settembre a Trieste, a bordo della corazzata Conte di Cavour ai lavori.
Si sottrasse alla cattura da parte delle forze germaniche e si portò con alcuni compagni d’arme prima a Sacile e poi sui monti, organizzando i primi nuclei di patrioti nel Veneto. Raggiunse quindi Milano dove diede vita al movimento Volontari Armati Italiani (V.A.I.), da lui concepito come unico gruppo di tutte le forze patriottiche a carattere esclusivamente militare ed apolitico.
Per la sua attività e per il grande prestigio raggiunto, il Comando supremo lo nominò capo di stato maggiore del V.A.I. Creò le delegazioni del Veneto, dell’Emilia, del Piemonte e della Liguria quali emanazioni dell’organizzazione centrale in Lombardia. In queste regioni i Volontari Armati italiani svolsero attiva guerriglia, atti di sabotaggio ed attività informativa a favore degli Alleati.
Ricercato, sul suo capo pendeva una cospicua taglia, costretto a continui spostamenti per sfuggire alle retate, fu arrestato per delazione a Genova il 15 aprile 1944 e tradotto nel carcere di San Vittore a Milano. In seguito fu inviato nel campo di concentramento di Fossoli (Carpi) e fucilato il 12 luglio 1944 da un plotone di truppe tedesche.

Fonte- Marina Militare

Christian

Collaboratore presso ReggioInforma.

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