Oggi è 25 aprile: l’Italia festeggia la liberazione mentre a Roma è caos

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Celebrazioni all’Altare della Patria, per il 72esimo Anniversario della Liberazione. A partecipare alla cerimonia, il premier Paolo Gentiloni assieme alle più alte cariche dello Stato, come il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Gentiloni è poi andato al mausoleo delle Fosse Ardeatine per la deposizione di una corona d’alloro del Governo.

Diversi cortei sono stati organizzati in tutta Italia, da Milano a Palermo. Il corteo organizzato dall’Anpi a Roma è partito raggiungerà Porta San Paolo. La festa di Liberazione che è stata preceduta, nella città, da polemiche: nella Capitale, infatti, ci saranno due celebrazioni dell’Anpi e della Brigata Ebraica, che non parteciperà al corteo ma terrà una sua iniziativa.

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Ad aprire il corteo è proprio lo striscione dell’Anpi con una semplice scritta: “Partigiani”. Subito dietro seguono gli striscioni delle varie sezioni dell’Anpi. C’è poi la sezione Università Castro Pretorio Walter Rossi dell’Anpi che espone un grande striscione con scritto. “Partigiani sempre. Per la messa fuori legge delle organizzazioni fasciste”. Tra le tante bandiere anche quelle del circolo di cultura omosessuale Mario Mieli, della Funzione pubblica Cgil di Roma e Lazio, bandiere della pace, della Fiom, di Rifondazione comunista e moltissime delle comunità e associazioni palestinesi.

“Il 25 aprile è la festa di tutte le italiane e gli italiani. Delle loro radici e del loro futuro. Ricordiamo i combattenti per la libertà, i loro sogni di democrazia, uguaglianza e felicità, il portare avanti con coraggio e tenacia la loro speranza di un Paese civile, giusto, solidale”, ha dichiarato l’Associazione nazionale partigiani d’Italia.

“Festeggiamo la Costituzione nel 70° anniversario della sua approvazione – afferma l’Anpi -. Quello straordinario lavoro di concordia e responsabilità che condusse alla scrittura delle regole e della sostanza democratica della vita collettiva. Principi e valori realizzati solo in parte se guardiamo alla situazione complessiva dell’Italia dove un diritto elementare, come quello al lavoro, in particolare per i giovani, è disatteso, dove l’attuale modo di far politica per lo più allontana, invece di stimolare e promuovere la partecipazione popolare, dove l’orizzonte antifascista non è ancora pienamente patrimonio dello Stato in ogni sua espressione. Dobbiamo essere uniti e tanti. A trasmetterci la voglia di essere parte attiva dell’irrimandabile processo di attuazione integrale della Costituzione, di contrasto ai troppi neofascismi che impazzano nelle strade e per il web illudendo una parte delle giovani generazioni, di costruzione di una diffusa e forte cultura del dialogo, della solidarietà, della pace”. “Dobbiamo darci appuntamento per tutti i giorni a venire. Il 25 aprile rappresenti un impegno quotidiano a sentirci una comunità in marcia verso una democrazia realizzata fino in fondo. Con l’entusiasmo e le capacità di ognuno. Buona Liberazione”, conclude l’Anpi.

(ANSA)

Christian

Collaboratore presso ReggioInforma.

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