Ricorre l’anniversario di morte di Borsellino: ecco le parole di Matteo Renzi!

“Non dimentichiamo mai l’eroismo di Paolo Borsellino e di Agostino Catalano, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli, Walter Cosina e Claudio Traina”. Lo scrive su Twitter il presidente del Consiglio Matteo Renzi, nel giorno dell’anniversario della strage di Via d’Amelio.

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Il figlio Manfredi visita Giardino della memoria – Il figlio di Paolo Borsellino, Manfredi, ha visitato in forma strettamente privata nelle prime ore del mattino il Giardino della Memoria di Ciaculli e ha reso omaggio alle vittime della strage di Palermo del 19 luglio 1992 in cui caddero il padre e cinque agenti della polizia di Stato. Erano presenti il presidente dell’Associazione nazionale magistrati, Rodolfo Sabelli, e i vertici dell’Unione nazionale cronisti che ha promosso la realizzazione del giardino insieme all’Anm. “Il Giardino della Memoria – ha detto Manfredi Borsellino – è ormai uno dei simboli della legalità e della vera lotta alla mafia dove i cronisti e i magistrati spendono energie sane e saldi valori per allontanare da questa terra il cancro della mafia. Questo luogo è importante perché teatro al pari di via D’Amelio di visite di scolaresche che imparano a non disperdere la memoria”. “Ricordo – ha proseguito – che il primo albero piantato in questo Giardino è stato proprio quello dedicato a mio padre e agli agenti trucidati quel terribile giorno. In questo momento vorrei spendere parole di elogio e di apprezzamento per quella gente comune e quei bambini che anche quest’anno, sfidando il caldo e rinunciando ad una domenica al mare, si daranno appuntamento nel luogo della strage e lì dove mio padre è nato, in piazza Magione”. L’albero dedicato alle vittime della strage di via D’Amelio è l’unico, nel Giardino di Ciaculli, che reca una frase: “Nell’ anniversario dell’eccidio di via D’Amelio, un albero per radicare nei nostri cuori la memoria del sacrificio di tutte le vittime di ‘Cosa nostra’”.

Ier il duro intervento di Manfredi Borsellino – “Da oltre un anno mia sorella Lucia era consapevole del clima di ostilità e delle offese subite solo per adempiere il suo dovere, in corsi e ricorsi drammatici che ricordano la storia di mio padre”. Così, a sorpresa, Manfredi Borsellino ha parlato della sorella, ex assessore alla Sanità, durante le commemorazioni della strage di via D’Amelio. “Lucia ha portato una croce, e tanti lo possono testimoniare, fino al 30 giugno: voleva una sanità libera in Sicilia” – ha aggiunto Manfredi Borsellino, figlio del magistrato ucciso, rivolgendosi a Sergio Mattarella durante la cerimonia in ricordo delle vittime della Strage di via D’Amelio, in corso nel palazzo di Giustizia di Palermo. “La lettera di dimissioni con cui mia sorella Lucia ha lasciato l’assessorato – ha aggiunto – ha prodotto il silenzio sordo delle istituzioni, soprattutto regionali. Ma quella lettera dice tutto e andrebbe riletta”.

Il Capo dello Stato Sergio Mattarella si è alzato e ha abbracciato Manfredi Borsellino, figlio del magistrato, quando il commissario di polizia, commosso, ha finito il suo discorso a Palazzo di giustizia.

l governatore della Sicilia, Rosario Crocetta, non partecipa alla cerimonia per l’anniversario della strage di via D’Amelio, alla presenza del Capo dello Stato Sergio Mattarella, in programma nel pomeriggio al Palazzo di Giustizia. Lo si apprende da fonti della regione. Per la cerimonia odierna, Crocetta ha deciso di delegare il suo vice, Baldo Gucciardi in rappresentanza della Regione, rimanendo chiuso nel suo silenzio dopo le polemiche sulla presunta intercettazione telefonica col suo medico Matteo Tutino, pubblicata da l’Espresso.

“Non ho mai lasciato sola Lucia Borsellino, la sua sofferenza e il suo calvario sono stati anche miei”, ha detto all’ANSA il governatore Crocetta, che replica a Manfredi Borsellino.

L’invito a non farsi vedere alle commemorazioni  del 23esimoo anniversario dell’assassinio di Paolo Borsellino gli era stato mandato per sms. Poche righe, l’essenziale perché capisse che non era ospite gradito, “firmate” da Rita, la sorella del magistrato ucciso da Cosa nostra. Non si sa se e cosa abbia risposto Rosario Crocetta, governatore siciliano arrivato a un passo dalle dimissioni per la pubblicazione sull’Espresso di una presunta intercettazione choc in cui il suo interlocutore, il medico Matteo Tutino, augurava all’ex assessore Lucia Borsellino di fare “la fine del padre”. Di certo, nonostante la smentita dei pm del capoluogo, tornati a ribadire che della conversazione nelle inchieste della Procura non c’è traccia – ma il direttore dell’Espresso ha di nuovo confermato che la telefonata c’è -, si è chiuso in un silenzio che lui stesso definisce “totale”.

Se ci sono altri magistrati che sono in possesso dell’intercettazione tra Crocetta e Tutino, la cui esistenza è stata smentita dalla Procura di Palermo, che lo dicano”. Lo ha detto il ministro dell’Interno Angelino Alfano a Palermo per la commemorazione della strage di via D’Amelio. “L’incertezza crea – ha aggiunto – un clima insopportabile”.

In preda alle disperazione, dopo le roventi polemiche, politiche e non, scatenate dalla pubblicazione dell’intercettazione, il presidente della Regione si è rifugiato nella sua casa di Castel di Tusa, sul litorale tra Palermo e Messina. Né ha fatto sapere se domani parteciperà alle cerimonie organizzate per ricordare il magistrato ucciso, alle quali saranno presenti il Capo dello Stato, Sergio Mattarella, e i ministri Orlando e Alfano. Meno duro di Rita Borsellino il fratello Salvatore che parla il giorno dopo la clamorosa smentita dei magistrati. “Rita gli ha scritto – puntualizza – dopo che si sono diffuse le prime notizie che davano per certa l’intercettazione che riguarda Crocetta. Lo stesso pensavo io. Ora però sospendo il giudizio. Se le intercettazioni fossero in realtà una macchina del fango sarebbe un atto di sciacallaggio, aspetto che lo dica la magistratura. Ma in questo momento di incertezza Crocetta farebbe bene a evitare di presentarsi”.

Fonte: ANSA

Christian

Collaboratore presso ReggioInforma.

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