REGGINA – “Con la Serbia vado a spasso per Reggio”, Kosnic si racconta al Corriere dello Sport

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Ecco l’intervista integrale rilasciata dal ventitreenne difensore amaranto, al collega Eugenio Marino del Corriere dello Sport.

“Con la Serbia vado a spasso per Reggio”

Kosnic: amo camminare lungo le spiagge con un libro del mio paese sotto braccio

Nuovi atteggiamenti, aiuto reciproco, consapevolezza dei propri mezzi, maturazione? Partiamo dal suo reparto Jevrem Kosnic.

<Gli ultimi risultati dicono che sono cambiate molte cose. Giochiamo a tre siamo più compatti e i risultati danno ragione alla società. Attenzione, però, non rinnego il passato. Alcuni episodi chi hanno condannato ogni oltre misura>.

Quanto ha influito la nuova soluzione tattica scelta da Zeman?

< Moltissimo. Lo dico io ma lo conferma il campo. Abbiamo disputato ottime partite con i miglioramenti diffusi in tutta la squadra >.

E’ stato complicato adeguarsi al nuovo sistema di gioco?

< Difficile perché ha chiesto nuova applicazione e maggiore attenzione. Ma appresi i movimenti tutto è diventato più facile >.

L’inserimento di De Vito ha migliorato il reparto aiutando anche Gianola.

< Nonostante le difficoltà dei meccanismi a tre e la non conoscenza reciproca, ci siamo trovati benissimo. Stiamo facendo bene e Ritengo che esistano margini per migliorare ancora >.

Prima la partenza forte, poi il calo, lungo e preoccupante, quindi la ripresa?

< L’impatto col campionato è stato di grande effetto. Eravamo preparati per un avvio deciso. Poi qualche difficoltà a cui una squadra giovane come la nostra non ha saputo reagire in fretta >.

Il recupero dovuto solo alla maturazione dei giovani?

< A questo e soprattutto al grandissimo lavoro svolto durante la pausa del campionato. Abbiamo creduto in maniera assoluta ala programma del nostro allenatore. I richiami atletici e le soluzioni tattiche ci stanno ripagando. Il grande lavoro svolto pagherà ancora di più in futuro >.

Mai persa la fiducia?

< Assolutamente no. In noi c’è stata sempre consapevolezza. Poi non è mancata la fiducia della società, del presidente e del direttore generale >.

Nel periodo buio si è pensato a uno spogliatoio spaccato oppure a rapporti difficili con Zeman. E’ la verità?

< Nulla di tutto questo. Neanche uno screzio. Ottimo il rapporto e grande stima con il nostro allenatore. Grande quello con i compagni. Il presidente Praticò è sempre stato accanto, premuroso. Di valore, poi, quello con il dg Martino. Parliamo spesso, ci confrontiamo, lo ascoltiamo. Dalla sua grande esperienza arrivano importanti suggerimenti alla squadra >.

La salvezza diretta, a questo punto rimane sempre complicata?

< Mi piace rivolgere ogni attenzione alla partita che sta per arrivare. So che dobbiamo affrontarla con il massimo impegno per ottenere i punti che servono alla classifica. La fiducia del gruppo non è presunzione. Siamo consapevoli di potercela fare >.

La Città, le nuove conoscenze, il tempo libero. Com’è la sua quotidianità?

< Molto normale. Reggio Calabria mi ha accolto bene così come i compagni con i quali trascorriamo i momenti di libertà vivendo bene, e nel rispetto delle regole del calcio, la nostra età >.

Hobby salutare e anche culturale animano le giornate di Jevrem. Vero?

< Passeggio molto lungo le splendide spiagge reggine con in mano l’immancabile libro sulla storia e le tante vicende umane della mia Serbia >.

Un legame forte con il paese con il paese d’origine come solido è quello con i familiari. Kosnic lei è quotidianamente in contatto con le sue sorelle maggiori.

< Miljana e Petra vivono a Belgrado. Mi chiamano quasi tutti i giorni per avere notizie e rivolgermi raccomandazioni. Mia mamma, Miljana, mi raggiunge in città ogni mese fermandosi almeno due settimane. Non vorrebbe lasciarmi mai solo. Ma a casa, sempre a Belgrado, c’è papà Novak. Dirige un’azienda alimentare. Ha poco tempo libero ma è prodigo di consigli che io seguo con grande scrupolo.

Da: Corriere dello Sport, Sicilia e Calabria, 11 Marzo 2017                           Di Eugenio Marino

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