Reggina, Porcino: “La mia ambizione ? Arrivare in Serie A con la Reggina. È la squadra del mio cuore”

Porcino

Ecco tutte le parole del calciatore della Reggina, Antonio Porcino, intervistato da Pasquale Romano ai microfoni di City Now:

Il mio primo ricordo della Reggina è la prima promozione in A, il ricordo più bello invece è Reggina Empoli con il gol di Barreto davanti a 30.000 persone. Avevo altre proposte, ma quando è arrivata la chiamata della Reggina ho accettato subito senza pensarci.

Il mio gol al Messina ? A pensarci mi vengono i brividi. È stato bellissimo sia per me che per i miei compagni che hanno capito l’importanza di questa squadra all’interno di questa citta. È stata una grande vittoria, è stato il mio ricordo più bello da calciatore.

Le 100 presenze tra i professionisti ? È sicuramente un traguardo molto importante e sono molto contento. La mia principale corsa è la forza. Grazie alla mia famiglia che mi ha insegnato che con il lavoro si raggiungono i risultati.

Sulla categoria nella quale milita la Reggina –Sicuramente dispiace perché, soprattutto nella mia generazione eravamo abituati a vedere la Reggina in Serie A contro squadre come Juventus, Milan, Inter… Già andando in Serie B c’è un po di dispiacere, ma secondo me l’amore non dipende dalla categoria, la Reggina resta la Reggina e la storia non viene cancellata.

A chi mi ispiro ? Sicuramente Morabito e Barillà sono due giocatori fantastici ed essendo di Reggio mi ispirò anche a loro. Ho come punto di riferimento da quando ho iniziato ad allenarmi con la prima squadra, Rizzato, è una persona fantastica ed un grande giocatore.

Il mio giocatore preferito in assoluto ? Mi piace molto Evra.

Ho fiducia nei miei compagni, la squadra è apposto così. Sul creare più tiri ci stiamo lavorando.

Il mio ruolo ? Ringrazio il mister per la sua intuizione. All’inizio non ero tanto convinto ma mi sono messo subito a sua disposizione e, alla fine ci ha azzeccato. Penso che mi trovo meglio in questo ruolo.

Sulla gara contro il Monopoli ? C’era il rigore, il portiere mi ha travolto.

Cosenza ? Prima o poi dovremmo fare punti fuori casa.

Il calo della squadra ? C’è stato un calo più fisico che mentale perché abbiamo dato tanto nelle prime 11 giornate, non siamo riusciti a gestire il periodo essendo una squadra molto giovane. Il mister è molto preparato e crede nel lavoro. Con lui ci si può parlare, avere un confronto. Un suo “difetto” è che ci “massacra” – in tono scherzoso.

Mercato ? Mi faceva piacere avere offerte da squadre di categorie superiori  ma l’obiettivo primario è quello di salvare la Reggina perché è la squadra della mia città e del mio cuore.

La mia crescita? Dico grazie ad i mister che ho avuto, in particolare a Dino Posilico che è una persona fantastica che mi ha cresciuto e, a dir la verità, mi ha cambiato lui il ruolo da attaccante a terzino sinistro. Quando si prende un gol è colpa di tutta la squadra.

Brutto colpo il pareggio di Caserta negli ultimi minuti ma secondo me una partita non può cambiare un’ intera stagione, almeno così in negativo.

L’andamneto fuori casa ?Secondo me fa tanto  la spinta dei nostri tifosi, del Granillo è importantissima, ti fa sentire più forte e ti incoraggia. Essendo una squadra giovane si può soffrire un po la trasferta ma non credo che sia il nostro caso.

L’intesa con Coralli ?  Ci vediamo spesso anche fuori dal campo.

La mia ambizione più grande ? Fare una cavalcata con la Reggina sino in Serie A. Da piccolo simpatizzavo la Juventus, ma ho la Reggina nel cuore.

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