È morto il cavaliere dell’Italia che lottava”

Non siamo stati i primi ne tantomeno gli ultimi che scriviamo della morte del grande, unico, Dario Fo.

Attore, artista, pensatore, scrittore, personaggio di rilevanza politica,attivista, pentastellato e premio Nobel per la letteratura, il grande uomo dal genio inconfondibile ha esposto in tutta la sua vita, ciò che di bello c’era in quest’Italia, ha esposto nei teatri della penisola, tutta la sua personalità nel rappresentare opere satiriche, verso ciò che non andava in questo meraviglioso paese, paese dai tanti volti e dalle poco certezze.

È stato al fianco degli studenti nella famosa protesta studentesca che preludeva gli anni 70′ (1968). Ha visto nascere e supportare il “Movimento 5 Stelle”, tenendo un discorso qualche giorno fa a Palermo, discorso senza veli, senza censure, ma che conteneva un invito ai giovani italiani, di cambiare questo sistema, vecchio e troppo spesso lasciato a morire. Ha denunciato tutti coloro che scoraggiavano i ragazzi italiani (i famosi mammoni) affermando che questo problema non è causato dai giovani, ma dalla classe dirigente che non sa esercitare correttamente il proprio potere. Per il suo attivismo, spesso censurato per chi lo credeva scomodo, lui assieme alla moglie ha subito diverse minacce, fino al sequestro di quest’ultima, rapita dalle brigate rosse.

Per il suo modo di dire le cose, è stato allontanato dalla Rai, per poi essere richiamato con tanto di scuse qualche anno più tardi.

Si è spento oggi 13 ottobre 2016, all’età di novant’anni. Ci auguriamo che la sua memoria viva nei moniti e negli appelli, dedicati per far cambiare davvero un paese che sta ogni giorno morendo nell’indifferenza di chi lo divora.

Un grazie.

I tuoi eterni apprendisti.

Christian

Collaboratore presso ReggioInforma.

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