Scontro fra treni in Puglia: 23 morti e 52 feriti. Il dolore, le indagini, le polemiche

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Scontro treni in Puglia: il tragico bilancio è di 23 morti e 52 feriti della tragedia avvenuta martedì mattina intorno alle 11.30. ieri. Tra i feriti, 24 sono attualmente ricoverati, otto dei quali in prognosi riservata, tra cui il piccolo Samuele che compie oggi 7 anni e che era con la nonna, morta nell’incidente ferroviario. Non ci sono dispersi. I dati sono stati ufficializzati in una conferenza stampa del presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano e dal prof.Franco Introna (Medicina Legale).

I vigili del fuoco che stavano lavorando sui rottami dei due treni, hanno terminato il loro intervento. Tutti i vagoni sono stati rimossi e nessun altro corpo è stato rinvenuto durante le ultime ricerche.

Sono 15 i feriti ancora ricoverati negli ospedali pugliesi, di cui quattro in gravi condizioni. Al Policlinico di Bari, dove è in corso il riconoscimento delle salme, si è avuto qualche momento di tensione tra parenti e personale dell’istituto di medicina legale. Mentre anche oggi c’è la coda per donare il sangue in tutti gli ospedali della Puglia. Nell’occhio del ciclone il sistema a ‘blocco telefonico’ presente in quella tratta, a binario unico.

DELRIO ALLA CAMERA: BLOCCO TELEFONICO A RISCHIO – “La sicurezza della tratta coinvolta dall’incidente è regolata tramite consenso telefonico che lascia interamente all’uomo la gestione ed è tra i sistemi meno evoluti e piu’ a rischio di regolazione della circolazione ferroviaria”, ha detto il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Graziano Delrio, nella sua informativa alla Camera sullo scontro tra treni in Puglia.

IDENTIFICATO ANCHE IL SECONDO MACCHINISTA – Appartengono a Luciano Caterino, 37 anni, originario di Corato (Bari), i resti umani trovati a bordo del convoglio giallo, quello proveniente da Bari, di cui era il macchinista. L’uomo nell’impatto è rimasto dilaniato. L’altro convoglio era guidato da Pasquale Abbasciano, di Andria, l’altro macchinista di questa tragedia, anche lui deceduto nello scontro. L’equipaggio dei due treni era composto da un macchinista e da un capotreno per ogni convoglio.

LE INDAGINI – Sono 5 i magistrati che fanno parte del pool che si occuperà delle indagini sul disastro ferroviario di Corato-Andria. Oltre al Pm facente funzioni, Francesco Giannella, il pool è composto dai pm Antonio Savasta, Simona Merra, Marcello Catalano e Michele Ruggiero. Quest’ultimo è noto per aver indagato in distinti procedimenti la Deutsche Bank di Francoforte e due agenzie di rating (Standard & Poor’s e Fitch) per manipolazione del mercato, e per aver svolto indagini (delle quali è stata poi chiesta l’archiviazione) sulla presunta correlazione tra vaccini e autismo.

TENSIONE TRA I PARENTI DELLE VITTIME – All’istituto di Medicina legale del Policlinico di Bari alcuni parenti volevano entrare ma il personale ha chiesto di fare entrare solo due congiunti. “Dobbiamo vedere i nostri cari che sono morti – hanno urlato i parenti spingendo per entrare – dobbiamo stare tutti vicini”. A quel punto il personale ha provato a chiudere le porte ma appena una delle ante è stata socchiusa, molte persone hanno urlato “vergogna”, e in lacrime hanno detto “non è possibile essere trattati così, abbiamo i nostro morti là dentro”. Poco dopo la situazione è tornata alla normalità e le porte sono rimaste aperte. Tra i parenti in attesa anche il cognato della mamma di Francesco Tedone, 19 anni, morto nel violento impatto: “Stava tornando a casa – dice – era andato a trovare un’amica”.

Tanti i messaggi di solidarietà dall’estero, da Papa Francesco a Vladimir Putin. “Una tragedia inammissibile”, per il capo dello Stato Sergio Mattarella. “Bilancio assurdo e inaccettabile”, ha scritto il premier Matteo Renzi su Facebook, dopo essersi recato in Puglia.

Raddoppio linea previsto da 2008, gara appena avviata

SCONTRO A 100 ALL’ORA – L’incidente poco dopo le 11, al chilometro 51 della linea gestita dalla società privata Ferrotramviaria. Uno dei due convogli era partito da Corato diretto ad Andria e l’altro, viceversa, proveniva da Andria e andava in direzione Corato. A bordo solitamente ci sono, oltre a pendolari e studenti, anche molti passeggeri che devono raggiungere l’aeroporto di Bari Palese. L’impatto tra i treni, che viaggiavano ad una velocità di 100-110 km all’ora, è violentissimo. I vagoni vengono letteralmente sbriciolati, pezzi di lamiere volano per decine di metri tra gli ulivi della campagna pugliese, ai lati dei binari. Uno dei treni ha soltanto due vagoni rimasti pressoché intatti; l’altro solo l’ultimo, quello di coda.

SCENA DA DISASTRO AEREO – Interviene immediatamente un elicottero dei vigili del fuoco. Sul posto anche carabinieri e personale del 118. La scena è raccapricciante. Le urla dei feriti, i corpi dilaniati. “È un disastro come se fosse caduto un aereo!”, commenta il sindaco di Corato, Massimo Mazzilli. Per tutta la giornata i soccorritori si affannano a recuperare le vittime ed a mettere in salvo i feriti. Tra di loro anche bambini. Un appello viene lanciato dalla Asl: c’è bisogno di sangue.

(ANSA)

Christian

Collaboratore presso ReggioInforma.

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