11 settembre 2001: l’America ricorda le sue vittime

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L’11 settembre 2001 è una data già entrata nella storia. A Ground Zero, luogo simbolo degli attacchi, nel cuore di New York, il tempo si è nuovamente fermato e, nel silenzio, una campanella ha ricordato quel giorno di 14 anni fa. Uno per uno i nomi delle vittime sono stati ripetuti in una cerimonia che, dopo anni, è tornata pubblica sul luogo delle Twin Towers, per un momento di commemorazione collettiva.

La cerimonia più importante si svolgerà al memoriale dell’11 settembre a New York. Le famiglie delle vittime si riuniranno nella piazza del memoriale e rimarranno in silenzio nel momento esatto dello schianto degli aerei contro le due Torri gemelle e del loro crollo. Poi saranno letti i nomi di tutte le vittime.
Riservato al mattino ai famigliari delle vittime, nel pomeriggio il sito sarà aperto anche al pubblico. Ma cerimonie di commemorazione sono previste in tutto il paese e vi parteciperanno migliaia di persone. Al Pentagono, un altro degli obiettivi dei terroristi, ci sarà un’alzabandiera all’alba. Il presidente Barack Obama, insieme alla first lady parteciperà ad un minuto di silenzio nel giardino della Casa Bianca e incontrerà i militari della base di Fort Meade, nel Maryland.

“Accendi la Cnn. E’ una nuova Pearl Harbor”. E’ l’11/9 visto dalla Casa Bianca attraverso una serie di email arrivate negli uffici presidenziali o inviate dallo staff dell’allora presidente George W. Bush subito dopo gli attacchi alle Torri Gemelle e al Pentagono nel 2001. La corrispondenza, proveniente dalla ‘George W. Bush Presidential Library’, è stata pubblicata dal New York Times, 14 anni dopo gli attentati terroristici. E in quei messaggi si può leggere tutto il terrore e l’ansia provati all’interno dall’amministrazione Bush nel giorno più tragico che l’America moderna ricordi.

“Era un giorno come gli altri – si legge sul New York Times – il presidente era fuori città e l’evento politico più importante della giornata si sarebbe dovuto tenere nell’ufficio di Karl Rove, consigliere politico del presidente. Ad un tratto dalla normale amministrazione il contenuto delle email cambia repentinamente, e subentra il panico. “Accendi Cnn” si legge in una delle 8:56, pochi minuti dopo l’impatto di un aereo sulla prima delle Twin Tower. “Conferenza Casa Bianca cancellata”, si legge in un’altra. E ancora: “Oggi è come Pearl Harbor”. Lo scambio di email con il personale dell’amministrazione, ma anche con i familiari e gli amici, è anche di carattere personale e mostra la preoccupazione di ognuno per la sorte dei propri cari. “Sei al sicuro?”, si legge in una email mandata dalla sorella di Clay Johnson, uno degli amici più stretti di Bush.

“E’ difficile immaginare – continua – ciò che sta accadendo oggi, spero siate al sicuro”. “E’ incredibile – risponde Johnson alla sorella – sono appena ritornato alla Casa Bianca dopo aver passato tutto il pomeriggio in un bunker”. Non solo l’angoscia della Casa Bianca dopo gli attacchi rivive alla vigilia del 14/mo anniversario. In Pennsylvania oggi si rivivono i momenti di terrore che hanno portato allo schianto del volo UA 93 della United Airlines, con a bordo 44 passeggeri. L’aereo è stato l’unico dei quattro a non aver centrato l’obiettivo che si erano posti gli attentatori dell’11 settembre. Il quadro degli attacchi sarebbe stato completato, infatti, se l’aereo si fosse schiantato contro la Casa Bianca o il Congresso.

Il volo UA 93 si è invece schiantato in un campo della Pennsylvania grazie al coraggio dei passeggeri che nel tentativo di riprendere il controllo dell’aereo hanno trovato invece la morte. La memoria di quei coraggiosi rivivrà attraverso il Flight 93 National Memorial a Shanksville. Nel memoriale sono in mostra foto, video e oggetti che raccontano la storie del volo 93. “Sono sul volo United 93 – dice la passeggera Linda Gronlund durante una chiamata alla sorella – ed è stato dirottato da terroristi che dicono di avere una bomba. Sembra che abbiano già dirottato un paio di aerei contro il World Trade Center e ora vogliono buttare giù anche questo”. La mostra è disposta in modo cronologico ossia dal momento in cui a bordo si apprende degli attacchi e quando passeggeri e personale decidono di lottare per riprendere il controllo dell’aereo.

Fonte: ANSA

Christian

Collaboratore presso ReggioInforma.

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