Ecco il Rosatellum 2.0 : la probabile nuova legge elettorale italiana (dettagli)

“La libertà non è un fine, è un mezzo per sviluppare le proprie forze”

È con questa frase che apriamo il nostro breve editoriale riguardante la situazione italiana delle ultime 24/48 ore, nelle più importanti piazze italiane infatti, il popolo è sceso in campo per dimostrare il proprio disaccordo sulla questione politica riguardante la nuova legge elettorale.

Ecco in sintesi di cosa consta la riforma (Rainews):

“Si tratta di un Mattarellum profondamente corretto che prevede la suddivisione in collegi uninominali (36%) e collegi con il proporzionale (64%), senza premio di maggioranza. In pratica, un sistema elettorale misto, con un turno unico, in cui l’assegnazione di 231 seggi alla Camera e 102 seggi al Senato è effettuata in collegi uninominali con formula maggioritaria, in cui vince il candidato più votato, mentre l’assegnazione dei restanti seggi avviene con metodo proporzionale, nell’ambito di collegi plurinominali.

Soglia di sbarramento al 3% per la singola lista e al 10% per le coalizioni.
I partiti potranno presentarsi da soli o in coalizione. La coalizione è unica a livello nazionale per più liste. Le dichiarazioni di collegamento devono essere reciproche. I partiti o le coalizioni di liste dovranno depositare, contestualmente al deposito del contrassegno elettorale, il programma con l’indicazione del candidato premier.   La soglia di sbarramento sarà al 3% per le liste singole e al 10% per le coalizioni.  Coalizioni che devono essere uguali su scala nazionale. No a voto disgiunto, scheda unica.

Le candidature
I listini saranno molto corti: il numero dei candidati non può essere inferiore a due ne’ superiore a quattro. Quanto alle pluricanditarure, saranno possibili ma limitate: massimo 3 nel proporzionale (“Nessun candidato può essere incluso in liste con lo stesso contrassegno in più di tre collegi plurinominali, a pena di nullità. Nessuno può essere candidato in più di un collegio uninominale, a pena di nullità”).    Prevista anche la parità di genere: nel complesso delle candidature presentate da ogni lista o coalizione di liste nei collegi uninominali a livello nazionale, nessuno dei due generi può essere rappresentato in misura superiore al 60 per cento, con arrotondamento all’unità più prossima. ”

Insomma una legge elettorale di effetti pressocchè ignoti, vi è certamente una necessità di elaborare una nuova legge elettorale, ma certamente questa legge non rispecchia forse le esigenze attuali del parlamento italiano.

Christian

Editore

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