Reggina, è ora di battere il ferro…

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Di Valerio Romito (Regginalife.com) – Avanti così: sarà “solo” Coppa Italia, saranno state le “seconde linee”, ma da che mondo è mondo vincere fa sempre bene e, si spera, aiuta a continuare a vincere.
Certo, al di là delle conseguenze psicologiche del successo in quel di Rende, nonché una certa soddisfazione nel violare l’unico campo in cui quest’anno abbiamo perso in partite ufficiali (oltretutto assai immeritatamente), troviamo anche effetti pratici: intanto vinciamo il gironcino di coppa ed accediamo alla fase ad eliminazione diretta in una competizione da non sottovalutare, sia per il prestigio (si tratta delle seconda coppa nazionale per importanza, e riuscire ad alzare un trofeo resta sempre una gran bella soddisfazione, soprattutto per i tifosi) che per i risvolti regolamentari che consentono alla vincitrice o alla finalista l’accesso diretto alle fasi finali dei play off promozione; non di meno, andare avanti nel torneo consente di utilizzare coloro che in campionato trovano meno spazio ed hanno la possibilità di mettersi in luce agli occhi dell’allenatore.
Ed è giusto quello che è avvenuto martedì, con alcuni elementi come Tazza, Auriletto, lo stesso Soleiro e Silenzi rivelatisi piacevoli sorprese che, a detta dello stesso mister, possono aumentare l’imbarazzo della scelta per l’utilizzo in campionato. Proprio la prestazione del centravanti figlio d’arte ha suscitato reazioni positive: al di là del gol realizzato, il ragazzo che fino a qualche giorno fa poteva essere catalogato quale vero e proprio oggetto sconosciuto, nonché completamente ignorato lo scorso anno nelle rotazioni in attacco da Zeman, ha mostrato buone movenze ed una discreta tecnica associate ad un fisico di tutto rispetto, Se ci ricordiamo bene, lo scorso anno, di questi tempi, lo stesso Bianchimano non destò analoga (positiva) impressione, ma attraverso un crescendo importante ed evidente è arrivato ad essere elemento quasi imprescindibile: senza voler caricare troppe responsabilità su un giovane esordiente o fare voli pindarici, ci auguriamo possa avvenire lo stesso per il ragazzo, e Maurizi ci sembra la persona giusta per gestirne l’evoluzione.
Sabato ci attende un Matera accreditato alla vigilia come una delle quattro superfavorite per la vittoria finale, e la mente non può che tornare al punteggio tennistico con cui ci liquidarono lo scorso anno, e che di fatto inaugurò la lunga crisi di gioco e risultati che ha rischiato di farci (ri)precipitare nell’oblio. Dunque una gustosa occasione per “vendicare” l’umiliazione (e la sbruffonaggine di Auteri a fine gara che i tifosi ricordano bene) e per vederci all’opera contro una compagine aggressiva e spregiudicata, secondo i dettami del proprio tecnico. Sperando che i nostri continuino a viziarci…

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