Lasciamoli giocare…

RegginaLife.com – Parlare di esame di maturità, riferito ad una gara che si disputa appena alla terza giornata, appare certamente esagerato. Vero è però che Paganese Reggina assume comunque un significato da non sottovalutare: c’è infatti curiosità tra i tifosi nello scoprire quale sarà il piglio con cui la squadra affronterà la partita, soprattutto alla luce dei due volti assunti nelle prime due gare.
Sarà dunque una squadra sfrontata, gradevole da vedere ma sprecona e un po’ presuntuosa come quella vista a Rende, o quella più pragmatica, grintosa, magari meno bella ma più efficace di sabato scorso? Oppure assisteremo ad una terza versione, che prenda il meglio (speriamo non il peggio) delle precedenti gare?
È chiaro che la differenza di rendimento è dipesa anche dalla caratura dell’avversario affrontato: non ce ne voglia il Rende, presumibilmente destinato ad abbandonare la testa della classifica (anche se nel calcio non si sa mai) ma certamente i giallorossi rappresentano una compagine di buona caratura tecnica e costruita, almeno sulla carta, per occupare posizioni di vertice (vedasi però stessa considerazione fatta per i rendani), per cui ci si potevamo attendere difficoltà maggiori, come poi è avvenuto nonostante alla fine il risultato ci abbia premiato.
Un filo comune però ha legato le due prestazioni amaranto: entrambe hanno evidenziato una compagine compatta, vogliosa, in cui si nota, nonostante siamo appena all’inizio, che tutte le componenti sappiano già sufficientemente cosa fare in campo. Compresi i capannelli e le zuffe, soprattutto a difesa dei compagni più giovani, in numero superiore, in sole due partite, ad analoghi episodi avvenuti nel corso di tutto il campionato scorso…e sappiamo bene quanto noi tifosi apprezziamo questo tipo di atteggiamenti, con buona pace del fair play di facciata che vale solo per gli spot federali, sia quanto possa risultare importante in un campionato in cui, visti i pochi contenuti tecnici “ammirati” in serie C negli ultimi anni (la banda Scala, tanto per intenderci, avrebbe conquistato 100 punti e vinto il torneo a marzo…) entrare in campo con la giusta convinzione e cattiveria possa risultare determinante per il risultato finale molto più dei valori tecnici posseduti.
Del resto, ne abbiamo avuta una prova tangibile assistendo alle “carezze” riservate ai nostri calciatori dai colleghi catanzaresi che, evidentemente pensando di di possedere una superiorità tecnico tattica poi rivelatasi, almeno in quella occasione, inesistente, hanno ben pensato, altrettanto infruttuosamente di buttarla in rissa; e di cui certamente avremo una controprova a Pagani, palcoscenico di “mitiche” trasferte negli anni 80, ma certamente ancora oggi banco di prova impegnativo da tutti i punti di vista.
Dunque la parola al campo, con la speranza covata da ogni tifoso di poter finalmente assistere, al di là di classifiche, proclami ed obiettivi, ad un campionato divertente, avvincente e soprattutto degno della piazza reggina, riferendomi in particolare a tutti coloro i quali, al di là delle società, al di là di antipatie ad personam e di ogni altro fattore che si frapponga in un puro e semplice rapporto tifoso-squadra, alla fine sono sempre accanto ai propri colori, vicini o lontani da Reggio che siano, e che dopo ormai troppi anni di delusioni cocenti meritano di ricevere qualche soddisfazione.
Lasciamo dunque che giochino. E se son rose…

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