REGGIO – Inaugurati i “fortini di Pentimele”, le dichiarazioni di Giuseppe Falcomatà.

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Dopo il degrado e l’abbandono, finalmente, i “fortini”, vecchie fortezze militari che dall’alto della Collina di Pentimele, dominano la Città e tutto lo Stretto offrendo incantevoli paesaggi, ritornano agli antichi splendori e aprono le loro porte al pubblico. Terminati gli interventi di restauro, durati circa 1 anno, finanziati con fondi europei, “i fortini di Pentimele” si mostrano, adesso, maestosi ed accoglienti, sono pronti ad essere teatro di eventi culturali, musicali e artistici di spessore.

Nel pomeriggio di oggi il taglio del nastro da parte del Sindaco Giuseppe Falcomatà, insieme con gli assessori Calabrò e Marino, e tutte le autorità militari che hanno voluto partecipare all’evento per dimostrare la loro vicinanza al territorio. La scelta del giorno non è casuale, oggi 29 giugno è la festa di San Paolo, apostolo a cui si attribuisce la fondazione della Chiesa Reggina, la cui statua si erge a pochi passi dalle fortificazioni.

Dopo l’inaugurazione e i discorsi di rito, la manifestazione si è spostata nella terrazza superiore, dove sono stati allestiti dei buffet ai quali hanno preso parte tutti i presenti.

A margine della serata abbiamo intercettato ai nostri microfoni il Sindaco Giuseppe Falcomatà, che ringraziamo per la disponibilità prestata alla nostra testata. Di seguito le sue parole:

Sindaco Falcomatà, il restauro e l’inaugurazione dei “fortini” è uno dei grandi successi della sua amministrazione…

Sì, un percorso che è iniziato lo scorso anno, dopo diverse peripezie di carattere burocratico. A un anno di distanza salutiamo la conclusione dei lavori e l’inaugurazione di questo fortino, nei tempi previsti dalla legge, ma soprattutto un lavoro fatto a regola d’arte, un restauro conservativo curato nei minimi particolari con grande sinergia istituzionale tra Amministrazione Comunale, la ditta Pan che ha eseguito i lavori e che ringrazio, e la sovrintendenza che ci ha accompagnato in questo percorso volto a restituire l’antico splendore a questa fortezza. Da presidio di guerra e di difesa della nostra Città, deve trasformarsi in qualcosa di diametralmente opposto a quello che era il suo utilizzo originario, da luogo di guerra a luogo di pace, di incontro fra culture, a luogo di bellezza. Un luogo dove si possano incontrare cittadini, artisti e turisti. La rinnovata struttura ospiterà oltre a convegni ed eventi di carattere culturale, anche eventi di carattere musicale, concertistico e teatrale.

E’ chiaro che garantirne l’apertura e la chiusura non sarà mai una vittoria, la vera vittoria sarà se la Città sarà pronta ad utilizzare a pieno questo luogo.

La realizzazione di quest’opera è fine a se stessa o rientra in un progetto di riqualificazione esteso a tutta l’area della collina?

Il “fortino di Pentimele” è una delle opere di valorizzazione della collina di Pentimele, poiché tra qualche settimana inaugureremo l’altra fortificazione a nord della collina. Inoltre è già in fase esecutiva il progetto di recupero della strada d’accesso dalla via Nazionale Archi, quindi una strada che sarà pienamente fruibile da chi vorrà raggiungere i “fortini”, un percorso che si innesta con quelli che sono i sentieri culturali, come ad esempio il Sentiero “Italia”. Opere che rientrano in un processo più generale di valorizzazione della collina di Pentimele, anche sotto il profilo della tutela ambientale. Voglio ricordare che alla fine degli anni ’90 le associazioni con Legambiente in testa sono riuscite a frenare il rischio di speculazione edilizia, un rischio che è sempre dietro l’angolo e che noi con le associazioni cercheremo di scongiurare, mantenendo intatto questo luogo che a pieno titolo rientra nel nostro patrimonio oltre che culturale, archeologico e artistico anche paesaggistico e botanico, quindi ambientale.

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