ORGOGLIO E PREGIUDIZIO

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Di Valerio Romito (Regginalife.com) – L’appetito vien mangiando: la Reggina si prepara ad ospitare il Catania forte di una buona condizione psicofisica data dagli ultimi confortanti risultati che, dopo il piccolo black out  determinato dai due stop consecutivi, le hanno restituito serenità e, crediamo, fiducia nei propri mezzi.

Diciamo subito, anche se appare fin troppo ovvio, che si tratta di un impegno estremamente difficile per il valore della squadra etnea, autentica corazzata del girone composta da elementi di grande spessore, di cui alcuni protagonisti in massima serie solo poche stagioni fa, e che sta decisamente confermando i pronostici di inizio anno. Non inganni il passo falso patito in casa lo scorso turno, che paradossalmente aumenterà la pericolosità di un avversario certamente arrabbiato e, presumibilmente, estremamente concentrato, e che eviterà di sottovalutare in alcun modo la squadra amaranto: i rossazzurri, prima dell’inattesa sconfitta nel derby con la Leonzio, venivano da sei vittorie consecutive che l’attestano al secondo posto, al netto del turno di riposo già effettuato, potenzialmente ad un solo punto dall’altra “predestinata” del girone meridionale, cioè il Lecce.

Detto delle difficoltà del match, ovviamente sarebbe sbagliato fasciarsi la testa prima del tempo: come abbiamo affermato tante altre volte, i divari tecnici tra le varie squadre, seppur a volte marcati, non sono così netti come avviene nella massima serie, e dunque partite impossibili non ne esistono. Inoltre, la rosa a disposizione di Maurizi dimostra, gara dopo gara, di possedere quelle qualità necessarie quantomeno a poter giocarsela con tutti, al di là del risultato finale. Oltretutto ci sarà finalmente l’esordio di Di Livio: sarebbe sbagliato pretendere la luna da un ragazzo che manca dai campi da diversi mesi e che dunque ha fisiologicamente bisogno di tempo per acquistare condizione ed amalgama (considerato l’avversario di domenica, il termine ci sembra calzi a pennello), ma è chiaro che i tifosi si aspettano molto dal figlio d’arte in virtù delle referenze oltremodo lusinghiere che hanno preceduto il suo approdo sullo stretto.

Partita dal fascino antico, soprattutto considerando il periodo a cavallo tra gli anni 70 ed 80 in cui quando gli etnei rappresentarono un vero e proprio incubo per i colori amaranto, manifestatosi in una serie di sconfitte interne caratterizzate da identico risultato (0-1) che puntualmente mortificavano le legittime aspirazioni di promozione di squadra e tifosi, sulle quali però riusciremo a vendicarci, seppur parzialmente, soprattutto in massima serie, restituendo le “cortesie” a domicilio. E proprio l’appeal della sfida ha persuaso la società a proclamare, dopo diversi anni di assenza, la vecchia giornata amaranto, oggi denominata “giornata dell’orgoglio amaranto”, che ha però avuto l’effetto, come purtroppo accaduto sovente quest’anno, di alimentare nuove polemiche nei confronti del sodalizio amaranto relative ad una presunta intempestività o inopportunità di tale scelta: noi continuiamo a considerare tale atteggiamento eccessivamente severo, per non dire pregiudiziale, in considerazione del fatto che si tratta di un appuntamento già previsto in sede di sottoscrizione degli abbonamenti, e che viene praticato da pressoché tutte le altre società militanti in serie C: a voler essere maligni, verrebbe da pensare che le stesse critiche sarebbero comunque state riproposte qualunque fosse stata la data o l’avversario prescelti, così come fa rabbia pensare che un evento che in passato ha sempre rappresentato un momento di festa e di grande partecipazione popolare possa tramutarsi oggi in un pretesto per alimentare diatribe che non servono a nessuno, in primis ai nostri ragazzi che, invece, meriterebbero un appoggio ed un sostegno massiccio e più partecipato di quanto avvenuto finora.

Con la speranza che alla fine l’orgoglio per i nostri colori prevalga sui pregiudizi (di qualunque natura siano), godiamoci questo sabato sera, con la speranza che, ancora una volta, l’”ignoranza” prevalga sulla ragione…

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